Nations League, l’Italia batte la Polonia 1-0 e gli azzurri rinascono

Un gol di Biraghi al 93' scaccia l'incubo della retrocessione alla nazionale di Mancini. Morale alle stelle per un team che ha attraversato i momenti più bui della sua storia

Carlomagno campagna novembre 2018
Gli azzurri esultano dopo il goal di Biraghi
Gli azzurri esultano dopo il goal di Biraghi (Ansa)

A Chorzow, l’Italia ha battuto la Polonia con un gol di Cristiano Biraghi al 93′. Un risultato che scaccia l’incubo della retrocessione in serie B nel girone Nations League.

Una buona Italia come non si vedeva da anni, con un primo tempo brillante e più occasioni sottoporta. Hli azzurri di Mancini sono riusciti a colpire due traverse, la prima con Jorginho, l’altra con Insigne. Inizia con il nuovo la rinascita azzurra dopo la triste parentesi di Ventura.

L’1-0 condanna una Polonia dominata (sette le occasioni sprecate dagli azzurri) alla B e lascia all’Italia ancora una chance di vincere il girone: se la giocherà il 17 novembre a San Siro, contro il Portogallo, a meno di ripensamenti ancora privo di Ronaldo. E se l’Italia sarà la stessa di stasera, magari più concreta, pensare che da Chorzow sia cominciata una nuova era azzurra è davvero possibile.

A Chorzow, Mancini sceglie di confermare il modulo senza centravanti provato contro l’Ucraina: la risposta è brillante come nel primo tempo di Genova. Il movimento di Insigne, Chiesa e Bernardeschi sulle fasce mette in crisi la difesa della Polonia, incapace di ripartire per innescare la coppia di centravanti Milik-Lewandoski (con Piatek in panchina, per contrappasso alla crisi del gol azzurra). Barella è meno lucido di mercoledì, ma dinamismo e palleggio del centrocampo azzurro fanno da cerniera e rilanciano di continuo l’azione.

E infatti il primo tempo scorre con una sequenza di occasioni azzurre. Sfortuna, imprecisioni, mancati inserimenti da dietro e parate di Sczeszny, tanti i motivi del risultato che non si sblocca. La traversa trema sulla botta di Jorginho dopo soli 2′, è il rumore di un primo tempo tutto all’attacco. All’8′ Insigne spreca la palla in area alzando il pallonetto invece di battere forte, poi la botta di Florenzi (12′) e’ respinta da un difensore. Anche Bernardeschi ci mette imprecisione, quando al 24′ strozza fuori il sinistro in area su assist di Chiesa e alla mezzora esatta e’ ancora la traversa a fermare l’Italia, stavolta su botta di Insigne. La Polonia nel frattempo tenta a fatica qualche contropiede, è il momento della partita in cui si susseguono palle gol: Chiesa sfiora di testa solo in area e Szczesny respinge su Jorginho, tutto al 32′, poi il portiere si supera con un colpo di reni sull’incornata di Chiellini (36′).

In mezzo, l’unico tiro in porta di Milik, su ripartenza, che sbatte sulla schiena di Bonucci. C’è ancora tempo per un’azione in velocità che libera al tiro in corsa Florenzi, e qui il portiere polacco della Juve davvero si supera, al 44′. Il ct Brzeczek capisce, e alla ripresa cambia uomini e modulo: dentro Grosicki per Szimanski e Blaszczykowski per Linetty, i padroni di casa si piazzano in un quadrato 4-4-2 abbandonando il centrocampo a tre, gli spazi si chiudono. La Polonia aggredisce, e al 12′ va vicina al vantaggio con un destro di Grosicki pescato da lancio lungo di Zielinski: fortuna di Mancini che Donnarumma è reattivo. Un minuto dopo, spreca Biraghi su un cross di Barella sfilato sul secondo palo, ma la battuta al volo è altissima. La bella azione in profondità di Verratti al 17′ è vanificata da un filtrante a Insigne in fuorigioco, poi Florenzi spreca con un controllo sbagliato l’assist preciso in area di Jorginho (20′).

Ma è la palla messa da Biraghi sulla testa di Bernadeschi a rappresentare lo spreco azzurro più clamoroso della serata, al minuto 25: l’attaccante Juve taglia perfettamente l’area, si fa trovare puntuale all’appuntamento ma spreca al lato a porta aperta. La legge del gol sbagliato si sta per realizzare tre minuti dopo, quando Insigne perde un pallone che innesca il contropiede polacco: prima Blaszczykowski si vede parare da Donnarumma la battuta al volo, poi Milik spara alto. Quando Bernadeschi alla mezzora tira ancora alto, dopo essersi ben liberato dal limite, Mancini capisce che è ora di mandar dentro una punta centrale ma invece di Immobile il prescelto è Lasagna, che entra proprio per Bernardeschi al 35′. L’Italia non smette di crescere, anche sa cala, non si scompone sui contropiedi, e al 93′ sull’ultimo angolo arriva il gol liberazione. Biraghi scarica in porta pallone, nubi, pensieri cupi e tabu’.