Paura per Eriksen che si accascia per un arresto cardiaco. Era vaccinato come Vidal?

Dramma a Copenaghen durante la gara valevole per gli europei tra Danimarca e Finlandia. Il calciatore danese e dell'Inter è crollato a terra per un improvviso malore. Rianimato e portato in ospedale ora è sveglio. Sanitari al lavoro per verificare le cause. Il suo compagno Vidal ricoverato in Cile dopo il vaccino.


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Dramma a Copenaghen durante il mach tra Danimarca e Finlandia valevole per gli Europei di calcio 2021. Il calciatore danese e dell’Inter, Christian Eriksen, allo scadere del primo tempo, si è accasciato improvvisamente a terra senza dare segni di vita, tra lo sgomento dei compagni, dei team dei due club e dei tifosi.

Il calciatore, 29 anni, si è accasciato al 42′ della prima frazione. Tutti hanno capito che non si trattava di un infortunio di gioco. I sanitari, subito chiamati in campo, lo hanno più volte rianimato e poi hanno disposto il trasferimento in ospedale. “Ora è sveglio e stabile”, si dice in ambienti sanitari danesi. Probabilmente si tratta di un arresto cardiaco e coaguli del sangue.

Jesper Kjærgaard è primario del Centro Cardiologico del Rigshospitalet, racconta il sito danese ‘Sport Tv 2‘. Alcuni suoi colleghi sono tra quelli che hanno avviato indagini cliniche su cosa potrebbe essere successo al calciatore della nazionale danese e dell’Inter.

“Indagheremo se si tratta di un arresto cardiaco che ha causato il malore di Christian. Per Kjærgaard potrebbe trattarsi di altre cause. Tuttavia, se non si tratta di un arresto cardiaco, potrebbe trattarsi di altri fattori. Anche per questo stiamo facendo accertamenti”, dice.

“L’e altre cause che provocano l’arresto cardiaco sono le malattie delle arterie coronarie come i coaguli di sangue nel cuore”, afferma il medico che dà comunque speranza a tutti: “Penso proprio che si rimetterà in piedi, se ora è sveglio”.

Il dubbio che assilla tutti gli sportivi e non solo: il vaccino anticovid
Al momento non è chiaro se il calciatore fosse stato vaccinato prima degli Europei, come invece hanno già fatto diversi club (lo stesso suo compagno di squadra nell’Inter Vidal è in ospedale dopo il vaccino, ndr), oppure era in attesa dell’inoculazione annunciata nelle scorse settimane sia dalla nazionale danese, dall’Uefa e dalla stessa Inter tramite il prof Volpi: “Nel prossimo campionato i giocatori continueranno a essere monitorati ma al via (del prossimo campionato, ndr) saranno tutti vaccinati”, ha detto il medico del club campione d’Italia in riferimento alle difficoltà dei rigidi protocolli anti-covid subìti nella trascorsa stagione. Dichiarazioni riportate anche quì

IL VIDEO CHOC

Tutto il mainstream, ovviamente, e i tirapiedi del potere come i sedicenti debunkers, smentiscono in coro e bollano come false notizie scomode al cartello farmaceutico da cui dipendono. Ad ogni modo, con ogni probabilità il calciatore della Danimarca e dell’Inter aveva ricevuto il vaccino, proprio come il suo compagno di squadra.

Si diceva appunto di un altro caso che ha scosso l’Inter: l’episodio di Arturo Vidal, ricoverato in ospedale in Cile dopo la positività al covid. Vidal era stato vaccinato insieme ad altri compagni di squadra venerdì 28 maggio. Il centrocampista dell’Inter è rimasto isolato nel ritiro della Nazionale per una sindrome febbrile dovuta a tonsillite di un certo rilievo.

La vaccinazione di Vidal

Quì il quadro parziale delle vaccinazioni nei club che partecipano agli Europei 

Scriveva l’Ansa il 6 giugno scorso: “Obiettivo evitare cluster e concludere il torneo con meno casi possibili, anche grazie al livello di vaccinazione raggiunto in tutta Europa. L’Uefa ha aggiornato il suo protocollo per le gare internazionali in vista degli Europei per evitare le situazioni pericolose, come successo troppo spesso nelle varie finestre delle nazionali durante il corso della stagione”.

Prima indicazione: vaccinare, dove possibile. L’Uefa ha infatti aggiunto il tema nel suo protocollo relativo alle partite. “La vaccinazione è una misura fondamentale nella lotta contro il virus ed è fortemente incoraggiata dalle autorità sanitarie”, si legge. “La Uefa raccomanda pertanto a tutte le squadre di perseguire le opzioni di vaccinazione non appena ragionevolmente disponibili nel rispettivo paese”.

Chi sarà vaccinato, come è successo per i giocatori dell’Italia, tuttavia dovrà continuare ad essere testato con i tamponi per “proteggere coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di essere vaccinati”. Tuttavia, i tamponi potrebbero anche essere interrotti “quando un numero significativo di membri della delegazione del team è stato vaccinato”, spiega l’Uefa. Il tema dei tamponi e della bolla resta comunque centrale. In linea di principio, i giocatori e lo staff più vicino alle squadre saranno testati ad intervalli non superiore ai quattro giorni. Quando gli azzurri giocheranno a Roma, ad esempio, verranno testati uno o due giorni prima della partita, con risultati che dovranno essere consegnati al massimo sei ore prima dell’orario di inizio della partita. Per il resto, resterà l’obbligo per ciascuna squadra della bolla, con spostamenti consentiti solo tra sede di allenamento e stadio.

E se dovessero esserci contagi? I giocatori positivi, così come i contatti di positivi, potrebbero in caso essere sostituiti ma solo fino alla prima partita ufficiale nella competizione. Dopo, saranno considerati come ‘normali’ infortunati: serviranno almeno 13 giocatori disponibili e negativi ai test (tra i quali almeno un portiere) per scendere in campo. Nel caso in cui una delle nazionali non avesse a disposizione il numero minimo di cui sopra, la partita può essere riprogrammata entro le 48 ore successive: nel caso in cui, invece, non potesse essere riprogrammata, la sanzione sarà la sconfitta per 3-0 a tavolino per la nazionale senza abbastanza giocatori a disposizione. E i casi Covid potrebbero riguardare anche gli arbitri, per i quali l’Uefa prevede una ipotesi particolare: se risulta positivo un membro della squadra arbitrale designata per una partita, l’Uefa può eccezionalmente nominare ufficiali di gara sostitutivi che possono essere della stessa nazionalità di una delle squadre in campo”.


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