L’organizzazione israeliana B’Tselem ha accusato l’Europa e gli Stati Uniti di contribuire al genocidio in corso perpetrato da Israele contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, chiedendo un’azione internazionale urgente per porre fine a questo crimine. Lo riferisce il network arabo “Qudsn” su Telegram.
L’organizzazione ha affermato in una dichiarazione che “l’Europa e gli Stati Uniti non hanno agito per fermare il genocidio a Gaza, ma hanno piuttosto contribuito alla sua estensione”. Ha osservato che ciò che sta accadendo nella Striscia assediata richiede un intervento internazionale immediato per fermare il genocidio israeliano.
B’Tselem ha sottolineato che “il governo dall’occupazione sta commettendo un genocidio sistematico contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, nell’ambito di un’aggressione militare in corso da oltre 21 mesi, causando distruzioni senza precedenti e un numero enorme di vittime civili”.
In un rapporto di 80 pagine intitolato “Il nostro sterminio”, l’organizzazione ha spiegato che l’attacco israeliano ha superato ogni limite di oppressione e controllo, trasformandosi in un processo di distruzione totale volto a smantellare la società palestinese e a eliminarne l’esistenza a Gaza.
L’organizzazione ha spiegato che l’occupazione sta perseguendo politiche di genocidio basate su uccisioni, fame e sfollamenti, oltre a distruggere le infrastrutture e a logorare il tessuto sociale e culturale della Striscia.
B’Tselem ha osservato che l’aggressione di Israele include uccisioni di massa, sfollamenti forzati e pulizia etnica, creando condizioni di vita catastrofiche. Ha avvertito che questo sterminio non si limiterà alla sola Gaza, ma si estenderà altrove se non verrà fermato.
Riguardo ai prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, B’Tselem ha affermato che queste prigioni sono state trasformate in “campi di tortura” per migliaia di palestinesi detenuti senza processo e in condizioni disumane.
Da parte sua, il Movimento di Resistenza Islamico (Hamas) ha affermato che “il rapporto di B’Tselem documenta accuratamente il crimine di genocidio perpetrato dall’esercito di occupazione israeliano contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. Si tratta di una chiara condanna delle politiche dell’occupazione volte a smantellare e sradicare la società palestinese, creando un ambiente invivibile che include uccisioni sistematiche, carestia e la distruzione totale delle infrastrutture”.
Hamas ha aggiunto che il rapporto “smaschera la falsità della narrativa dell’occupazione riguardo alla facilitazione dell’ingresso degli aiuti e conferma ciò che le organizzazioni internazionali hanno già documentato: che gli aiuti umanitari in arrivo coprono solo una piccola parte degli ingenti bisogni. Questo alla luce dell’uso che l’occupazione fa degli aiuti come carta politica per sfuggire alle pressioni internazionali, mentre continua ad assediare e affamare Gaza”.
Il movimento ha chiesto alla Corte Internazionale di Giustizia di accelerare il processo in corso contro l’occupazione con l’accusa di genocidio e di emettere una decisione vincolante per porre fine a questa aggressione, in corso da quasi 22 mesi. Ha inoltre chiesto alla Corte penale internazionale di perseguire i leader dell’occupazione come criminali di guerra, in particolare Benjamin Netanyahu, e di garantire che non sfuggano alla punizione.
