Parlamento israeliano approva annessione Cisgiordania. Ira di Qatar e Giordania

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Il Parlamento israeliano (Knesset) ha approvato in prima lettura il disegno di legge per annettere la Cisgiordania e imporre la sovranità israeliana su di essa. L’iniziativa è stata proposta da Avi Maoz, capo del partito di estrema destra Noam. Approvato anche il disegno di legge per imporre la sovranità israeliana sull’insediamento illegale di coloni a Ma’ale Adumim (ad est di Gerusalemme), proposto da Avigdor Lieberman, capo del partito Yisrael Beiteinu.

Il disegno di legge per l’annessione della Cisgiordania è stato sostenuto da 25 parlamentari mentre 24 si sono opposti, mentre il disegno di legge per l’annessione dell’insediamento di Ma’ale Adumim è stato sostenuto da 32 parlamentari e 9 si sono opposti.

La votazione sul disegno di legge per l’annessione della Cisgiordania si è svolta pubblicamente, leggendo i nomi dei parlamentari, anziché elettronicamente. I parlamentari del partito Yesh Atid, tra cui il leader del partito Yair Lapid, hanno votato contro il disegno di legge nel tentativo di respingerlo e garantire l’approvazione del disegno di legge di Lieberman per l’annessione dell’insediamento di Ma’ale Adumim.

I membri della Knesset di Likud, Shas e Kahol Lavan erano assenti al voto, mentre i membri della Knesset di Degel HaTorah hanno votato contro il disegno di legge sull’annessione della Cisgiordania.

Il membro della Knesset Yuli Edelstein ha sostenuto il disegno di legge sull’annessione della Cisgiordania, in contrasto con la posizione del suo partito, il Likud. Anche i membri della Knesset di Yisrael Beiteinu, Religious Zionism e Agudat Yisrael, tra cui Yitzhak Goldknopf, Yisrael Eichler e Yaakov Tesler, lo hanno sostenuto.

I partiti arabi e il Partito Democratico hanno votato contro il disegno di legge sull’annessione della Cisgiordania e diversi membri di Yesh Atid, che avrebbero potuto bloccare il disegno di legge, non si sono presentati al plenum della Knesset.

Nel luglio 2025, la Knesset approvò una dichiarazione che chiedeva l’imposizione della “sovranità israeliana” in Cisgiordania con una maggioranza di 71 parlamentari. Questa approvazione non ebbe alcuna rilevanza pratica.

Il Qatar denuncia l’approvazione da parte della Knesset israeliana di progetti di legge per imporre la sovranità sulla Cisgiordania occupata

Lo Stato del Qatar ha condannato l’approvazione da parte della Knesset israeliana di due progetti di legge volti a “imporre la sovranità israeliana” sulla Cisgiordania occupata e su un insediamento, considerandoli una palese violazione dei diritti storici del popolo palestinese e una sfida al diritto internazionale e alle risoluzioni di legittimità internazionale.

In una dichiarazione, il Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha esortato la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di sicurezza, ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali e ad adottare misure urgenti per costringere le autorità di occupazione israeliane a porre fine ai loro piani espansionistici e alle politiche di insediamento nei territori palestinesi occupati.

Il Ministero ha ribadito la posizione ferma e coerente dello Stato del Qatar a sostegno della causa palestinese e della fermezza del fraterno popolo palestinese, basata sulle risoluzioni di legittimità internazionale e sulla soluzione dei due Stati, garantendo la creazione di uno Stato palestinese indipendente sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.

Condanna anche dalla Giordania

Il Ministero degli Affari Esteri e degli Espatriati giordano ha condannato l’approvazione preliminare da parte della Knesset israeliana di due progetti di legge, uno volto a imporre la sovranità israeliana sulla Cisgiordania occupata e l’altro a legalizzare la sovranità su un insediamento illegale.

Descriveva la mossa come una flagrante violazione del diritto internazionale e un indebolimento della soluzione dei due stati e del diritto inalienabile del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione di un proprio stato indipendente e sovrano sui confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme occupata come capitale.

Il Ministero ha sottolineato che Israele non ha alcuna sovranità sul territorio palestinese occupato.

Il portavoce del Ministero, Fuad Majali, ha affermato il rifiuto assoluto del Regno e la ferma condanna di qualsiasi tentativo israeliano di imporre la sovranità sulla Cisgiordania occupata, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare della risoluzione 2334, che condanna tutte le misure israeliane volte ad alterare la composizione demografica, il carattere e lo status del territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme Est.

Majali ha fatto riferimento anche al parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, che ha affermato l’illegalità dell’occupazione israeliana del territorio palestinese e l’invalidità delle misure di costruzione di insediamenti e di annessione nella Cisgiordania occupata.

Il portavoce giordano ha messo in guardia contro il proseguimento delle politiche israeliane unilaterali e illegali che violano il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, ribadendo che tutte le misure israeliane nella Cisgiordania occupata e le violazioni dei luoghi santi islamici e cristiani nella Gerusalemme occupata sono illegittime e illegali.

Majali ha invitato la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali, a costringere Israele a porre fine alla pericolosa escalation e alle misure illegali nella Cisgiordania occupata e a rispettare i legittimi diritti del popolo palestinese a fondare uno Stato indipendente sul proprio suolo nazionale. “L’unica strada per raggiungere una pace giusta e globale che garantisca sicurezza e stabilità nella regione”.

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