Regionali in Toscana, urne aperte per 3 milioni di elettori

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I tre candidati alla presidenza alle regionali in Toscana: da sinistra Tomasi, Bundu e Giani

Dopo Marche e Calabria, sono state aperte alle 7 di stamane i seggi per le elezioni regionali in Toscana, terza regione alle urne in meno di un mese. Si vota oggi, domenica 12 ottobre e lunedì 13, quando alle ore 15 saranno chiusi i seggi e si precederà con lo spoglio. Sono 3.007.106, quasi 22mila in più rispetto a cinque anni fa, i toscani chiamati alle urne.

Tra gli elettori iscritti nelle liste, oltre 17mila diciottenni e 203mila toscani residenti all’estero, pari al 6,75% dell’intero elettorato. Nei seggi – 3.922 in tutta la Toscana, 14 in meno rispetto al 2020 – saranno impegnati oltre 23mila tra presidenti, segretari e scrutatori.

A sfidarsi per la carica di governatore toscano sono il presidente della Regione uscente, e candidato del campo largo, Eugenio Giani, Alessandro Tomasi per il centrodestra e Antonella Bundu sostenuta da Toscana Rossa.

A pesare l’incognita della partecipazione al voto. Dal 1970, anno di istituzione delle Regioni, l’affluenza alle urne alle regionali è passata dal 95,9% al 48,28% delle elezioni del 2015, il dato più basso in assoluto e la prima volta con meno della metà degli elettori, per poi risalire al 62,6% nella tornata 2020. Fino ad ora i toscani hanno votato 11 volte per le elezioni regionali. Assieme al governatore i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea toscana: 40 in tutto, più il presidente della Regione.

Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su 40 seggi, non potrà averne meno di 23 e non più di 26. Potranno sperare di ottenere un rappresentante in Consiglio regionale solo le liste che raccolgono più del 5% dei consensi in tutta la regione o, se parte di una coalizione e la stessa ha superato il 10%, se hanno raccolto più del 3% dei voti.

Se il presidente eletto ottiene più del 45% delle preferenze, la coalizione che lo sostiene avrà diritto ad almeno 24 seggi (il 60% dei quaranta in palio) ma non potrà superare i 26. Se il presidente eletto raccoglie tra il 40% e il 45% dei voti, la coalizione vincente avrà diritto da 23 a 26 seggi: se non li ha raccolti con i voti le saranno assegnati con un premio di maggioranza.

Se nessun candidato ottiene almeno il 40% al primo turno (e si andrà al ballottaggio), 23 saranno i seggi assegnati alla coalizione del candidato vincente. Almeno 14 i seggi garantiti per la minoranza.

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