Renzi a Bologna, "Grazie ai volontari Pd. I teppistelli violenti col Rolex non vinceranno"

Renzi a Bologna - Un momento dei tafferugli a tra Forze dell'Ordine e centri sociali
Un momento dei tafferugli a Bologna tra Forze dell’Ordine e centri sociali (Ansa/Benvenuti)

“Agli amici del Pd di Milano dico grazie: mentre quelli col Rolex andavano a distruggere le vetrine loro si sono messi a pulire le vetrine e dire che quattro teppistelli non la vinceranno, non avranno la meglio. Siamo più forti noi”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Bologna  alla festa dell’Unità dove torna a parlare delle devastazioni dei teppisti a Milano in occasione dell’inaugurazione dell’Expo.

Il capo del governo anche a Bologna è stato contestato dai centri sociali, ma sono stati bloccati dalle Forze dell’Ordine schierate in assetto antisommossa. Gli antagonisti sono arrivati allo scontro fisico con la polizia. “So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque ma libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi: abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo”, ha detto Renzi rispondendo alle contestazioni.

“Io non schiaccio la testa a nessuno, ma non mollo”. E’ la risposta che Renzi, al suo arrivo alla Festa dell’Unità di Bologna, ha dato a un militante che lo invitava a “schiacciare la testa agli elefanti” della minoranza Pd. “Possiamo discutere nel merito, nel Ddl la Buona scuola ci sono molte cose che si possono cambiare. Non credo che la proposta del governo sia prendere o lasciare: si può parlare”.

“Ma non lasceremo la scuola soltanto in mano a chi urla. La scuola non è solo di quelli organizzati, è delle famiglie”. Così Renzi ai precari che lo contestano. “Sulla scuola abbiamo fatto l’investimento più grande: tre miliardi. Vogliamo discutere chi bisogna assumere? Parliamone ma non consentiremo a nessuno di negare la realtà. Se il ddl la buona scuola passa 100mila insegnanti entreranno, se non passa continuerete a fischiare. Questa è la differenza”.

“Cari democratici, – ha affermato il premier – prendiamoci un impegno: non ci fermeremo a cento metri dal traguardo. Taglieremo il traguardo sulla legge elettorale, le riforme, sulla necessità di dare più soldi alla scuola pubblica e lo faremo senza dare a nessuno il diritto con un fischio di bloccarci”.

Portare a termine le riforme “è il compito del Pd tutto insieme: un partito che sa discutere al proprio interno ma che si riconosce come una comunità che va avanti insieme e anche se su alcune cose non la pensiamo allo stesso modo ci confrontiamo litighiamo un po’ ma poi andiamo avanti tutti insieme”, ha sottolineato Renzi.

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