Migranti, la Commissione Ue lavora al piano di Beppe Grillo

SINTONIA - Beppe Grillo Jean Claude Junker
IN SINTONIA – Beppe Grillo e Jean Claude Junker

La proposta del leader Cinquestelle, Beppe Grillo, sui migranti sembra sia stata fatta propria dalla Commissione europea che, pur senza citarlo, starebbe lavorando ad un piano di aiuti per i paesi di origini dei migranti, simile a quello proposto dal Movimento 5 Stelle.

Una delle idee a cui si sta lavorando in vista della conferenza della Valletta, è quella di raccogliere fondi della Commissione Ue e contributi degli Stati, per cooperare con i Paesi africani e risolvere all’origine le cause delle migrazioni. L’idea viene definita “trust fund”, un contenitore di risorse dove stati membri e il governo Ue versano quote in proporzione alla loro capacità.

Secondo fonti di Bruxelles, Jean Claude Juncker ne parlerà domani al Parlamento Ue. Il fondo potrebbe partire con una cifra iniziale di un miliardo e mezzo. Ma la cifra dovrebbe variare anche nella misura della partecipazione dei vari Stati membri. “L’iniziativa – spiegano le fonti – è ancora nella sua fase iniziale, e tutta da dettagliare”.

Grillo nei giorni scorsi aveva proposto un piano per aiutare a casa loro i paesi africani e medio orientali, cioè quelle nazioni che sono all’origine degli imponenti flussi migratori.

“E’ obbligatorio – spiegò il leader del M5S – dare a queste persone delle migliori opportunità di vita nelle loro nazioni con investimenti mirati (sanità, infrastrutture, delocalizzazione di aziende produttive) con un nuovo Piano Marshall che potremmo attualizzare in “Piano Merkel” finanziato con una quota dei Pil nazionali da destinare all’Africa con una Commissione di controllo”.

“Non si è udita una sola voce di condanna delle cause, né una strategia di lungo termine per integrare queste persone in una Europa devastata dalla disoccupazione. Vogliamo creare immensi ghetti e banlieue?”, si chiedeva preoccupato il leader M5S.

“La migrazione biblica in corso – disse prima del precipitare della situazione migratoria – non la fermeranno i carri armati, né i fili spinati o l’affondamento dei barconi. Non è arrivata all’improvviso. La UE e i vari governi nazionali sembrano sempre cadere dal pero e strumentalizzano la situazione come se loro non fossero la causa prima del problema”.

Dopo la proposta del fondatore del M5S, Beppe Grillo, l’emergenza migratoria è deflagrata con le immagini di Budapest e la foto del piccolo Aylan Kurdy, tanto da spingere la Commissione europea a studiare un piano che è simile all’idea pentastellata.

Intanto, in un nuovo post sul blog, il fondatore Cinquestelle attacca Repubblica che martedi 8 settembre ha pubblicato un articolo dal titolo “Lavorano e fanno figli: il pil dei migranti è una risorsa per finanziare l’Europa”, un pezzo dal sapore “propagandistico” a favore dell'”invasione migratoria”.

In sostanza, secondo Repubblica, “Per salvare le nostre pensioni servono 250 milioni di profughi entro il 2060”, si legge nel sommario del titolo che da solo, secondo i grillini, “è una tale collezione di assurdità, condita da un tale livello manipolatorio, da meritare l’analisi quasi lettera per lettera”. Il M5S dopo l’uscita dell’articolo ha rilanciato l’hashtag #iononleggorepubblica. Grillo aveva già espresso posizioni a favore del premier ungherese Orban.