Elezioni Polonia, vince il nazionalista Duda. Renzi: "Ue Cambi"

Andrzej Duda è il nuovo presidente della Repubblica di Polonia
Andrzej Duda è il nuovo presidente della Repubblica di Polonia (Reuters)

Il candidato nazionalista polacco Andrzej Duda, con il 51,55% dei consensi, ha vinto il ballottaggio delle presidenziali in Polonia battendo il presidente uscente, Bronislaw Komorowski. Il vincitore deve la sua affermazione al voto di agricoltori, operai, disoccupati, pensionai e studenti, riferisce l’istituto Ipsos, lo stesso che ha realizzato gli exit poll. Secondo Ipsos , Duda ha ricevuto il 66,4% dei voti fra gli agricoltori, il 61,9% fra gli operai, il 63,8% di studenti, il 62,4% di disoccupati, il 52,9% di pensionati.

Komorowski si è fermato al 48,45%. L’affluenza è stata pari al 55,34%: quasi 17 dei 30 milioni di aventi diritto. La Polonia svolta dunque a destra dopo la parentesi dei conservatori liberali che avevano conquistato la presidenza dopo la misteriosa morte di Lech Kaczyński a Smolensk nel 2010.

Al primo turno, lo sfidante di Komorowski aveva superato il presidente uscente di quasi un punto percentuale. Il profilo di Duda è quello di un nazionalista ultraconservatore ed euroscettico, che aveva avuto un’esperienza di governo tra il 2006 e il 2007 come viceministro della Giustizia nell’esecutivo guidato da Jarosław Kaczyński.

Andrzej Duda mentre va a votare a Cracovia
Andrzej Duda mentre va a votare a Cracovia (Reuters)

Antieuropeista convinto, Andrzej Duda proviene dal partito Pis (Diritto e Giustizia) fondato dai fratelli Kaczyński e vince le presidenziali sotto la spinta antiausterity Ue e per un diffuso malcontento del governo di Ewa Kopacz, nominata primo ministro da Komorowski dopo che l’ex presidente Donald Tusk, il predecessore progressista di Kopacz, è stato chiamato a presiedere il Consiglio europeo.

Jarosław Kaczyński avevano ricoperto il ruolo di primo ministro dal 14 luglio 2006 al 16 novembre 2007. Il fratello gemello Lech era stato eletto presidente della Repubblica. Uno dei precursori degli euroscettici, venne travolto da una violentissima campagna mediatica che lo indicava come colui che rifiutava il “progresso” e i “benefici” dell’Unione europea. Una campagna che gli fece perdere le elezioni politiche a favore di Donald Tusk. Dopo la sconfitta Jarosław rassegnò le dimissioni, mentre il fratello Lech restò presidente fino al misterioso incidente aereo a Smolensk, in Russia che gli costò la vita.

Dopo la morte di Lech, il fratello è stato candidato alle presidenziali, ma pure arrivando al secondo turno di ballottaggio, ha perso contro Bronisław Komorowski. Dopo cinque anni, ecco arrivare la vittoria di Andrzej Duda, che riscatta il PiS e allarga il fronte antieuropeista insieme a Grecia, Spagna e altri paesi che espressero il loro dissenso contro l’Ue già alle passate elezioni europee e negli ultimi anni con le affermazioni di Farage, Le Pen, Grillo, Tsipras e altri.

Renzi: “Europa cambi”
Il premier italiano, Matteo Renzi avverte l’Europa: “Il vento della Grecia, il vento della Spagna, il vento della Polonia non soffiano nella stessa direzione, soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l’Europa deve cambiare e io spero che l’Italia potrà portare forte la voce per il cambiamento dell’Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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