Italicum, il Pd all'altro Pd: "Cambiate o non lo voteremo". Renzi: "Non giochiamo a Monopoli"

Matteo Renzi al Salone del Mobile a Milano
Matteo Renzi al Salone del Mobile a Milano

Il premier Renzi resiste alle pressioni sull’Italicum, dove la minoranza del suo partito da tempo sta indicando un cambio di passo. “Sulla legge elettorale e le riforme vediamo la fine”, ha sottolineato il premier Matteo Renzi al Salone del Mobile di Milano. “Si discute da 20 anni. A un certo punto si devono fare le cose. Non possiamo rimanere come al Monopoli: “torna a vicolo Corto senza passare dal via. Noi si decide, noi siamo in condizione di chiudere la partita”.

Il capo del governo da Milano risponde alla minoranza Pd dopo una riunione a Montecitorio in preparazione dell’assemblea del gruppo dem di domani a cui prenderà parte lo stesso Renzi. “Sul no di domani a questa riforma della legge elettorale c’è l’unanimità, vedremo poi le mosse di Renzi. Dipenderà innanzitutto se mette la fiducia o no”, dice Davide Zoggia. Domani – secondo i calcoli fatti da Area riformista – dovrebbero essere 70 parlamentari a dire no all’Italicum.

“Come area riformista – spiega il deputato della minoranza Cesare Damiano – abbiamo sottoscritto una lettera, oltre settanta parlamentari che chiedono a Renzi di mantenere aperto il dialogo sulla riforma elettorale. In quella lettera abbiamo proposto un cambiamento sul tema dei nominati. Vogliamo una maggioranza di persone elette dai cittadini nel nuovo Parlamento. Nel caso si mantenesse nella relazione una chiusura netta, se la relazione fosse posta ai voti, sarebbe difficile votare a favore”, avverte Damiano. “Attendiamo cambiamenti altrimenti la nostra posizione non cambia”, dice anche Matteo Mauri. Alla riunione di questa mattina non era presente Pierluigi Bersani, già molto critico con Renzi sulla legge elettorale.

Ma dalla maggioranza non cessano appelli a un ripensamento sulla linea del no. “Parliamo di lealtà e non di disciplina” ha affermato il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini. Mentre Marina Sereni si è detta “fiduciosa che prevarrà il senso di unità e la consapevolezza che siamo nel pieno di una legislatura che può continuare e rivelarsi molto produttiva se il Pd e la maggioranza che sostiene il governo sapranno far prevalere l’interesse generale dell’Italia e l’amore per il nostro Paese”.

“Direttivo unanime di Forza Italia Camera: no a Italicum blindato, ma premio a coalizione e entrata in vigore dopo riforma costituzionale”, scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.

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