Nessuno ha più dubbi sul fatto che dietro le esplosioni nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 ci sia Washington. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in onda sulla televisione Rossiya-1, citato dalla Tass.
“Gli Stati Uniti sono dietro le esplosioni del Nord Stream, che hanno lasciato l’Europa senza il combustibile russo a basso costo e di conseguenza senza una base sostenibile per lo sviluppo economico”, ha sottolineato il ministro.
Il 27 settembre 2022, Nord Stream ha segnalato “danni senza precedenti” su tre serie di gasdotti offshore del sistema di condotte sottomarine. Successivamente, i sismologi svedesi hanno affermato di aver identificato due esplosioni sul percorso dei gasdotti Nord Stream il 26 settembre 2022. A seguito dell’incidente, l’ufficio del procuratore generale russo ha avviato un procedimento penale con l’accusa di terrorismo internazionale.
Lo stesso Biden, ben prima dell’operazione speciale lanciata da Putin per liberare il Donbass (24-2-22), aveva affermato pubblicamente che gli Stati Uniti era capaci di mettere fuori uso i gasdotti nel Baltico: “Le garantisco che siamo in grado di farlo”, ha risposto sicuro a una giornalista che gli chiedeva al riguardo.
Pochi giorni fa la procura tedesca di Berlino che indaga sul caso, insieme ad altri paesi, ha spiccato un mandato di arresto europeo nei confronti di Volodymyr Zhuravlov, 44enne ucraino, ritenuto tra gli autori materiali delle esplosioni in fondo al mar Baltico che hanno distrutto parti importanti delle condotte che portano il gas russo alla Germania e da quel paese a tutta l’Ue.
Messo fuori uso il sistema di condotte, adesso l’Ue è costretta a comprare il Gas liquefatto dagli Stati Uniti al costo triplicato, con l’aggravio di spese per la rigassificazione e la distribuzione.