Picchiavano i bambini all’asilo, sospese due maestre

Carlomagno campagna ottobre 2018
violenza scuola infanzia
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I Carabinieri di Pordenone hanno eseguito due misure di sospensione nei confronti di altrettante maestre, B.A., 46 anni, e G.N., 20 anni, indagate per maltrattamenti compiute ai danni di bambini che frequentano un asilo e una scuola materna privata con sede in provincia di Pordenone.

Alle maestre è stato imposto il divieto di esercitare la professione presso qualsiasi ente pubblico e privato. Indagate anche altre due maestre e una bidella, protagoniste delle presunte violenze. Nel corso delle indagini sono state documentate una serie di violenze fisiche e intimidazioni operate ai danni di numerosi bambini in tenera età.

La struttura è stata posta sotto sequestro dai militari in esecuzione di decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari che ha ordinato l’interdizione alle maestre.

Secondo quanto emerso, le vittime di percosse, urla e comportamenti traumatizzanti sarebbero una ventina di bambini di età compresa tra sei mesi e 5 anni. Le azioni violente delle docenti e dell’inserviente sono state svelate grazie ad alcune telecamere nascoste dagli investigatori dopo la denuncia di una mamma, che ha fatto scattare le indagini.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, sono plurimi gli episodi riscontrati a carico di entrambe le maestre, spesso contemporaneamente presenti all’interno della sala mensa dove sono radunati i piccoli (più di una ventina di bambini seduti ai tavolinetti ed alcuni infilati nei seggiolini), mentre si sfogano contro i piccoli urlando e gridando senza motivi, imponendo loro il silenzio assoluto, alterandosi solo perché una bimba gioca con il biberon dell’acqua sul tavolino o un altro bimbo fa cadere un bicchiere a terra, o una bimba sposta una sedia o qualcuno osa ridere, avvicinandosi al malcapitato di turno colpendolo con schiaffi alla tempia, sberle sulla nuca talvolta facendo sbattere il volto del piccolo sul tavolino, schiaffi sulla guancia, soffocando qualsiasi lamento urlando a pochi centimetri dal visino, oppure strattonando per il braccio e letteralmente trascinando con la forza chi osava disturbare quell’innaturale silenzio conducendolo tra i pianti nella adiacente cucina per punizione, o costringendolo a rimanere seduto a terra o, infine, assistendo alla punizione inflitta ad altro bambino, trascinato e chiuso all’esterno dell’asilo, nonostante il freddo invernale.