Gilet gialli, Macron tenta la pace coi contestatori: “Misure sociali in settimana”

Carlomagno campagna Jeep Renegade gen 19
Macron annuncia impegni per risolvere crisi gilet gialli
Il presidente francese Emmanuel Macron tra il primo ministro Edouard Philippe e il ministro dell’Ambiente Francois de Rugy, a destra (Ansa)

“Vedo uno stato di emergenza sociale ed economico della Francia: ne usciremo bene tutti insieme, lo voglio per la Francia, siamo apripista per noi e per gli altri. Non possiamo restare divisi. Attraversando questa crisi, riconcilieremo i francesi”. Lo ha detto il presidente Emmanuel Macron nel corso del suo intervento in tv dopo la crisi dei gilet gialli. “Prenderò misure già questa settimana”, ha aggiunto, precisando che il governo prenderà misure sociali. “La violenza è inaccettabile, saremo intransigenti con i violenti”, ha sottolineato Macron.

Il salario minimo della Francia aumenterà di 100 euro al mese dal 2019, ha annunciato il presidente francese illustrando dinanzi alla nazione una serie di misure shock per placare la collera dei gilet gialli. Evocando lo “stato d’urgenza economico e sociale”, Macron ha annunciato, tra l’altro, l’annullamento della contribuzione sociale generalizzata (CSG) per i pensionati che guadagnano meno di 2.000 euro al mese.

E’ tempo di costruire “un nuovo compromesso nazionale”, ha detto ancora Macron, nella riunione a porte chiuse con i corpi intermedi dello Stato, secondo fonti citate da Bfm-Tv. Nelle dichiarazioni riportate da Bfm, Macron ha aggiunto che in Francia si è sempre “gestito il presente. Nessuno ha mai gestito il lungo termine”. Come un modo per difendere le riforme di lungo corso attuate in questi primi 18 mesi di mandato chiamato ora ad un radicale cambio di passo.

Durante la consultazione Macron non ha svelato le possibili misure per rilanciare il potere d’acquisto, ma “semplicemente ascoltato” i partecipanti, tra politici, sindacalisti e rappresentanti del mondo industriale. Intanto, i deputati della sinistra hanno fatto sapere che attenderanno gli annunci del capo dello Stato prima di depositare l’annunciata mozione di censura (sfiducia) contro il governo. Presentato da Partito socialista, France Insoumise e comunisti il testo ha chance pressoché inesistenti di venire adottato. Secondo Le Figaro, l’intervento a reti unificate di Macron potrebbe oltrepassare i 20 milioni di ascoltatori.

Sul piede di guerra contro il governo francese e contro il presidente Macron la leader della destra Marine Le Pen che invoca risposte immediate da parte dell’inquilino dell’Eliseo. Subito dopo l’ennesima rivolta di piazza Le Pen aveva sottolineato come “ancora una volta, nonostante le intimidazioni e demonizzazione, la mobilitazione dei gilet gialli è stata massiccia in tutta la Francia, ed è stata in gran parte pacifica. Che cosa potrà inventare ora il presidente per non rispondere agli arresti impazziti dei francesi?”, ha scritto Le Pen sui social mettendo in risalto il pericolo dei saccheggiatori che sfruttano la protesta per fare razzie negli esercizi commerciali.