3 Marzo 2024

Protestarono contro i vitalizi, sospesi per 15 giorni deputati M5S

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Un momento della protesta alla Camera dei deputati M5S contro i vitalizi parlamentari
Un momento della protesta alla Camera dei deputati M5S contro i vitalizi parlamentari (Ansa)

Dieci giorni di sospensione ai 29 deputati M5S che hanno protestato in Aula causandone lo stop in diretta tv e impedendo la prosecuzione del question time. Per 4 deputati i giorni di sospensione sono 12 in quanto hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza dell’Aula. E’ questa la sanzione comminata dall’Ufficio di Presidenza della Camera in seguito alla bagarre sui vitalizi del 22 marzo scorso, divisa in due episodi: il caos in Aula e la tentata irruzione in ufficio di presidenza (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni).

I 42 deputati sospesi dai lavori dall’ufficio di presidenza della Camera sono stati divisi in tre fasce: per alcuni la sospensione scatta a partire dal 6 aprile, per la seconda tranche a partire dal 17 maggio per la terza scatterà invece il 22 giugno. Il 4 aprile, giorno in cui il biotestamento approda in Aula alla Camera, nessuno dei deputati pentastellati risulterà sospeso. Questa mattina il Movimento aveva fatto appello affinché tutti i suoi deputati potesero restare in Aula in occasione dell’approdo del ddl.

Ai 15 giorni comminati ai 36 deputati per la tentata irruzione in Ufficio di Presidenza si aggiungono i 10-12 con cui sono stati sanzionati 29 deputati per le proteste in Aula. Nei due episodi in gran parte dei casi sono stati coinvolti e sanzionati i medesimi deputati. In tutto gli esponenti M5S sanzionati sono 42. Per alcuni (Sorial, Vacca, L’Abbate, ad esempio) i giorni di interdizione in totale sono quindi 27. Le sanzioni sono state votate da utti i membri dell’Ufficio di Presidenza ad eccezione del pentaastellato Riccardo Fraccaro e con gli altri due membri M5S assenti.

L’ufficio di Presidenza, sanzionando con 15 giorni la tentata irruzione del M5S in occasione del voto sulle delibere sui vitalizi, sottolinea come il comportamento “aggressivo” dei deputati che hanno rotto il cordone tentando l’irruzione nella Biblioteca della Presidenza abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricorda, 4 assistenti parlamentari (3 uomini e una donna) sono dovuti ricorrere a cure mediche. Tra i deputati sanzionati per la tentata irruzione figurano Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Massimo De Rosa (unico che riuscì ad entrare), Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto.


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