19 Maggio 2022

Migranti, Macron fa (mezzo) passo indietro. Domani incontra Conte

Tregua tra i due paesi dopo le offese del presidente francese all'Italia. "Cordiale" telefonata nella notte tra i due. Domani colazione a Parigi

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Tregua tra Italia e Francia dopo le tensioni dei giorni scorsi sul dossier migranti. Lunga e cordiale telefonata nella notte tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte che conferma che sarà domani a Parigi. Il presidente francese – si legge in una nota diffusa dall’Eliseo – nel corso del colloquio telefonico ha “sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano”. “Il Presidente francese – si legge in una nota – e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno confermato l’impegno della Francia e dell’Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo”.

Il presidente francese nel colloquio ha detto di “aver sempre difeso la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano”: lo si legge in una nota dell’Eliseo. “L’Italia e la Francia – prosegue la nota – devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per condurre una politica migratoria efficace con i Paesi d’origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà e di assistenza dei rifugiati”.

In mattinata il vicepremier Luigi Di Maio era tornato a chiedere le scuse di Parigi. “Finché non arriveranno le scuse” dal Presidente francese Macron, “noi non indietreggiamo”, aveva detto a Rtl aggiungendo che “questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro” circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. “E’ finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare”, ha sottolineato.

“Tocca alla Francia vedere di riportare a toni più urbani le sue dichiarazioni sulla questione migranti”, ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero a margine della cerimonia per l’anniversario della Commissione Fulbright alla Farnesina. “Per quanto riguarda invece le questioni di fondo – ha aggiunto Moavero – dobbiamo discuterne nelle sedi europee”.


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