Covid, con l’obbligo della mascherina all’aperto i casi sono più che quadruplicati. Ma davvero funziona?

In quindici giorni, cioè da quando il governo ha reso obbligatorio il mascheramento facciale in strada. A fronte di 177.848 tamponi totali i cosiddetti "positivi" sono oggi 15.149. Il 7 ottobre 3.678 positivi su 125.314 test. Si è forse raggiunta quella che gli esperti definiscono "immunità di gregge"?

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Dal 7 ottobre, cioè da quando il governo Conte ha imposto la mascherina anche all’aperto, sino ad oggi 21 ottobre, 15 giorni in tutto, i casi di positività sono di gran lunga aumentati, più del quadruplo. Un dato che lascia perplessi, se è vero che il provvedimento dell’esecutivo era finalizzato al contenimento della diffusione del virus.

Quindici giorni fa c’era stato un incremento rispetto al 6 ottobre di 3.678 casi a fronte di 125.314 tamponi eseguiti, un numero comunque elevato di test. Oggi, 21 ottobre, a fronte di ben 177.848 tamponi totali i cosiddetti “positivi” sono 15.199, un dato progressivamente in crescita che sta allarmando sindaci e governatori che possono decidere, su “delega” di palazzo Chigi, strette ancora più soffocanti le libertà individuali, come il paventato coprifuoco, provvedimento senza precedenti nella storia repubblicana adottato durante l’ultimo conflitto mondiale.

L’interrogativo ora è questo: ma davvero funzionano queste misure restrittive, con il mascheramento universale dappertutto, oppure, a 8 mesi dal primo caso, con una emergenza sanitaria-ospedaliera, concentrata soprattutto a Marzo-Aprile, si è raggiunta quella che molti esperti della salute definiscono “l’immunità di gregge”?, cioè la capacità della massa di resistere ad un patogeno virale perché immunizzata: si parla dei cosiddetti “portatori sani”.

Del resto, i casi di positività, come hanno spiegato diversi clinici sono per circa il 95% asintomatici, ovvero persone “sane e non malate”, affermano sempre gli esperti.

Ad oggi in isolamento domiciliare ci sono 145.459 persone senza alcun sintomo. In ospedale, rispetto al 4 aprile scorso – quando nei reparti c’erano 29.010 pazienti e in terapia intensiva quasi 4mila persone -, sono ricoverati nei reparti 9.057 pazienti, mentre in intensiva ci sono 926 malati. Dall’inizio dell’emergenza, dal 21 febbraio fino al 4 aprile, i casi totali sono stati oltre 124mila, più di quindicimila morti attribuiti al Covid e quasi 21mila guariti. In circa 40 giorni erano stati effettuati oltre 657 mila tamponi, oggi sono 8,5 milioni i tamponi eseguiti.

In conclusione, se i casi aumentano anche con il mascheramento facciale obbligatorio dappertutto (tranne in casa), ritenuto da governo e Cts l’unico metodo, insieme al distanziamento fisico, per bloccare la diffusione del virus, forse si potrebbe dire che l’Italia (così come altri paesi) ha raggiunto l’auspicata immunità di gregge? Un interrogativo su cui riflettere, anche al fine di poter ipotizzare interventi e strategie diverse da quelle finora adottate dal governo e dai suoi esperti.

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