Tamponi positivi al Covid o all’influenza? Nessuno lo sa. Lo Spallanzani avvia sperimentazione

L'istituto farà ricerche per distinguere tra i due coronavirus. A otto mesi dall'inizio dell'emergenza sanitaria nessun test è dunque in grado di rilevare il nuovo virus in quanto tale, ma anche ceppi morti di vecchie influenze

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

A otto mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria nessun tampone è in grado di rilevare il Covid in quanto tale, ma ceppi di coronavirus anche di vecchie influenze. Si spiegherebbe così, a fronte di un forte aumento dei tamponi, un rilevante aumento di casi positivi, che secondo gli esperti sono al 96% asintomatici, cioè persone sane, non malate.

I sospetti che i test non fossero attendibili o comunque non fossero in grado di rilevare il Covid, bensì un qualsiasi coronavirus, vengono confermati dallo Spallanzani, istituto che ha annunciato la “sperimentazione dei test naso-faringei in grado di distinguere tra influenza stagionale (sia di tipo A che di tipo B) dal Covid-19, ha fatto sapere l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

Un annuncio che lascia dunque un po’ perplessi sulle modalità condotte finora in Italia (ma non solo) di tamponare a tappeto decine di migliaia di persone al giorno, per rilevare positività che al momento non si conosce se siano riconducibili al Covid oppure ad un coronavirus influenzale.

Sorge spontanea la domanda: ma da febbraio ad oggi, cos’è emerso dai test che governo e sistema sanitario spacciano per Covid, mentre il braccio armato (i media) ha amplificato il terrore a dismisura? Non è che forse il Covid è diventato un enorme business come emerge dai dati dell’Anac sui costi per ogni cosiddetto contagiato? (grafico).

Intanto, appare curioso il report dell’Oms che ieri 19 ottobre 2020 ha pubblicato dati da cui emerge che quest’anno l’influenza stagionale è totalmente sparita dai ‘radar’ dell’organizzazione, come mostrano i grafici relativi al 2019 e 2020 (periodi a confronto dalla 1° alla 42° settimana). Che ci sia di fatto una “manipolazione” nel conteggio di decessi e cosiddetti “contagiati” ce lo aveva spiegato il governatore del Veneto Zaia (articolo in basso), ma questo confronto dell’andamento dell’influenza sembra qualcosa di surreale, di magico, che alimenta sospetti e molti dubbi.

 

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