7 Dicembre 2022

Dopo Delta spunta la variante sudafricana. Arriva la Quarta dose? Pfizer: “Vaccini in tre mesi”

Secondo i soliti esperti questa mutazione "potrebbe sfuggire al vaccino ed essere più contagiosa". Bill Gates, il filantropo con la sfera di cristallo, l'aveva prevista, come predisse anni prima la cosiddetta pandemia

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Dopo la cosiddetta variante Delta, sarebbe spuntata un’altra mutazione del virus Sars-CoV-2 in Sud Africa. E’ stata chiamata B.1.1.529 o “variante Omicron”. Secondo gli esperti quella sudafricana potrebbe “bucare” i vaccini somministrati finora a milioni di persone.

E se le prime due dosi di vaccino non hanno funzionato, ossia non hanno dato quella immunizzazione attesa da Big Pharma e dalle agenzie del farmaco, le prime varianti hanno convinto alcuni paesi a procedere con la terza dose, Israele su tutti, a ruota l’Italia e tanti altri paesi europei che hanno inasprito le restrizioni e inaugurato, per così dire, la “quarta ondata”.

Con questa nuova variante sudafricana, che sarebbe “più contagiosa” e riuscirebbe a rendere inefficaci anche le terze dosi, è lecito ipotizzare la strada della Quarta dose di vaccino, che già qualche esperto paventa tra il detto e il non detto. Ancora nulla di ufficiale, ma la strada segnata pare quella. E il copione della variante indiana (Delta) si ripete.

Non a caso la Pfizer ha messo le mani avanti annunciando che è “in grado di produrre un vaccino su misura per le varianti in 3 mesi”. Lo aveva asserito, guarda caso, anche Bill Gates, il filantropo con la sfera di cristallo. “Dobbiamo prepararci a nuove pandemie e produrre nuovi vaccini”.

Ma l’Ema frena: “E’ presto per sapere se adattare i vaccini alla nuova variante”. A smentire l’agenzia del farmaco europea ci pensa però la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che ha affermato: “bisogna adattare i vaccini alle nuove varianti”.

L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha fatto sapere al proposito che “la nuova variante sudafricana potrebbe indebolire i vaccini”. I primi contagi si registrerebbero in Israele e Belgio. Negli Usa, in Italia e in altri stati membri al momento non ci sarebbe traccia. Al momento, si legge su alcune agenzie che citano esperti “sono ancora troppo pochi i dati disponibili per trarre delle conclusioni: la diffusione della variante sembra essere ancora limitata e non ci sono prove di laboratorio che ne dimostrino la reale trasmissibilità ed elusività”.

Intanto l’Italia ha già vietato l’ingresso a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini. Anche l’Ue è pronta a bloccare i voli con il Sud Africa.

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