Pauroso crollo in borsa per Facebook: -7,50% a Wall Street

Carlomagno campagna ottobre 2018

Mark Zuckerberg Facebook Palo AltoFacebook, il colosso social di Mark Zuckerberg è paurosamente crollato in Borsa dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e le pressioni delle autorità americane e inglesi sul fondatore. Il titolo apre a a Wall Street perdendo il 5,20%, poi crolla a -7,50%.

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna chiedono risposte all’amministratore delegato Mark Zuckerberg sulla società di dati che avrebbe aiutato Donald Trump nelle elezioni del 2016 e ha giocato un ruolo importante nel voto sulla Brexit. Al social media viene chiesto di fare luce e di dire esattamente cosa sapesse sul ‘furto’ di dati di 50 milioni di americani, usati poi per spot politici mirati e per influenzare gli elettori.

Facebook ha oscurato Cambridge Analytica venerdì scorso, tre anni dopo aver scoperto che aveva infranto le regole del social network acquistando illegalmente i dati raccolti dall’app “This is your digital life”, messa a punta dall’accademico russo-americano Aleksandr Kogan.

E su questi anni è concentrata l’attenzione di parlamentari e senatori americani e britannici, ai quali non sembra andare giù la spiegazione offerta dal social media, ovvero di aver ricevuto assicurazioni nel 2015 sul fatto che i dati erano stati cancellati.

Non è la prima volta che su Facebook si scatena una bufera per il suo presunto ruolo “politico”. E’ però la prima volta che gli attacchi vanno direttamente al suo amministratore delegato che, in passato, si è impegnato pubblicamente a “riparare Facebook”, guadagnandosi il soprannome di “Mr. Fix”.

Il colosso di Palo Alto precisa che “non si trattato di un furto” di dati: “la gente decide di condividere i dati con app e se queste app non rispettano gli accordi con noi e con gli utenti è una violazione” spiega Andrew Bosworth, manager di Facebook.

Intanto, la vicenda Cambridge Analytica, si sta riverberendo sulla politica italiana, poiché la società è stata consulente di un partito politico del nostro paese nel 2012. Per Michele Anzaldi del Pd, è opportuno che il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, si attivino per verificare se questa notizia corrisponda al vero e, qualora sia appurato il rapporto tra la società inglese e un partito italiano, se non sia opportuno consegnare tutte le carte alla magistratura”.

“Chiunque rispetti la democrazia non può che dirsi preoccupato per quanto sta emergendo dal clamoroso caso Facebook-Cambridge Analytica. L’utilizzo di dati personali e psico-attitudinali a fini politici, in violazione della privacy di milioni di persone, è un tema su cui una democrazia matura ha il dovere di interrogarsi”. Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputata e responsabile Comunicazione di Forza Italia.