19 Maggio 2024

Strage a Mosca, arrestati padre e figli ritenuti complici del commando

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Il tribunale distrettuale di Basmannj di Mosca ha convalidato l’arresto di altre tre persone ritenute coinvolte a vario titolo nella strage alla sala concerti Crocus di Mosca.

I tre indagati, che non sono accusati di aver preso parte direttamente all’azione, sono Isroil Islomov e i suoi due figli: Aminchon e Dilovar. Dilovar Islomov è accusato di avere venduto agli attentatori l’auto con la quale sono arrivati alla sala concerti e con la quale sono poi fuggiti.

Secondo il Comitato investigativo, Dilovar e il fratello Aminchon sarebbero stati coinvolti nelle attività del gruppo da uno degli accusati di essere gli autori materiali dell’attacco, Shamsidin Fariduni.

In precedenza Fariduni era già comparso in aula insieme agli altri tre accusati di avere partecipato all’azione: Muhammadsoobir Faizov, Mirzoev Dalerdzhon e Saidakrami Murodali Rachabalizoda. Gli ultimi due si sono dichiarati colpevoli e per tutti e quattro è stato confermato l’arresto. La corte ha deciso per tutti un periodo di custodia in carcere fino al 22 maggio, trascorso il quale ci sarà il processo.

Secondo quanto riportano dai media russi, gli Islomov sono nati a Dushanbe, capitale del Tagikistan. I fratelli Aminchon e Dilovar Islomov sono cittadini russi, mentre il padre è cittadino tagiki. Dilovar Islomov è sposato con un figlio e ha lavorato come tassista. Aminchon Islomov ha sette figli nati da due mogli. Il padre Isroil Islomov risiede invece a Tver. Sono ancora sconosciuti i motivi della strage. Uno dei quattro presunti autori aveva riferito ai servizi di sicurezza di essere stato assoldato per 500mila rubli (5.400 dollari).

Il commendo, dopo la strage si era coperto la fuga appiccando un vasto incendio nell’edificio del Crocus City Hall. I quattro sono usciti dal teatro mescolandosi tra la folla terrorizzata. Poi sono saliti a bordo di una Renault Olympia bianca e stavano viaggiando in direzione Kiev quando sono stati bloccati dopo un lungo inseguimento a pochi km dal confine con l’Ucraina.


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