Mafia Capitale, Buzzi chiede di patteggiare 3 anni e 6 mesi

Salvatore Buzzi chiede di patteggiare. Sequestrati 16 milioni di euro dalla Gdf
Salvatore Buzzi

Salvatore Buzzi, il “ras” delle cooperative arrestato il due dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale”, ha chiesto di patteggiare una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione più 900 euro di multa. Buzzi, colpito da un’altra ordinanza di custodia cautelare nel prosieguo dell’inchiesta della procura di Roma agli inizi di giugno, è il principale indagato insieme all’ex appartenente dei Nar Massimo Carminati – anche lui arrestato a dicembre – accusati a vario titolo insieme ad altri di presunta associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose e associazione armata.

Secondo quanto apprende l’Ansa, la Procura di Roma è orientata a dare parere negativo alla richiesta. La richiesta di patteggiamento da parte di Buzzi, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, corruzione ed altro, è stata fatta con un’istanza depositata al gip Flavia Costantini a fronte della richiesta di giudizio immediato formulata recentemente dalla Procura per 34 indagati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in occasione della prima ‘retata’ dello scorso dicembre. Il processo è fissato per il prossimo novembre.

Proprio lunedi 15 giugno, Salvatore Buzzi è stato oggetto di un sequestro di beni il cui valore ammonta a circa 16 milioni di euro. Il sequestro è stato operato dalla Guardia di Finanza su disposizione del tribunale di Roma e riguarda le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale della “Sarim Immobiliare S.r.l.”, una società di Roma che opera nella locazione immobiliare.

Dalle indagini è emerso che la società – il cui legale rappresentante è Emanuela Bugitti, anche lei coinvolta nella prima fase dell’inchiesta Mafia Capitale – era partecipata dalla stessa Bugitti (6%), da Buzzi (6%) e da Carlo Maria Guarany (1%). Inoltre, la Sarim Immobiliare risulta controllata per il 48% dalla cooperativa “29 giugno” e per il 4 percento dalla cooperativa “Formula sociale”, entrambe poste sotto sequestro a dicembre scorso.

Il patrimonio della Sarim è composto da disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e, soprattutto, una unità immobiliare di 2.750 mq a Roma utilizzata dalle cooperative di Buzzi come casa di accoglienza dedicata a categorie protette (donne, minori, rifugiati e richiedenti asilo). Con i beni sequestrati oggi, il valore complessivo dei beni posti sotto sequestro nelle due fasi dell’inchiesta ammonta ad oltre 360 milioni.

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