Giallo sull'omicidio a Roma. Egiziano incaprettato e rinchiuso in un sacco. Identico delitto nel 2013 alla Marcigliana

Omicidio a Roma - Il sacco nero con dentro il cadavere incaprettato dell'uomo (Proto)
Il sacco nero con dentro il cadavere incaprettato dell’uomo (Proto)

Omicidio a Roma. Ed è giallo. Il corpo senza vita di un uomo egiziano è stato trovato in strada a Roma incaprettato e rinchiuso all’interno di un sacco nero. Si tratta di Hashem El Sayed Gaafar Abou El Hamd, 47 anni, da molti anni residente a Roma, proveniente da Il Cairo. Il fratello ne aveva denunciato la scomprsa quanche giorno prima.

La scoperta choc l’ha fatta un pasticciere intorno alle 7 di sabato mattina in via Pietro Cartoni all’altezza del numero civico 193, nel quartiere Monteverde, a sud ovest della Capitale.

TROVATO INCAPRETTATO RINCHIUSO DENTRO UN SACCO
Scattato l’allarme, sul posto si sono recate le forze dell’Ordine insieme alla Scientifica per i primi rilievi. Secondo le prime informazioni, aveva le mani e i piedi legati, classico omicidio da incaprettamento. Sembra che la vittima sia di carnagione chiara, sebbene, come si vede dalle foto (sensibili) sia stato incappucciato e poi legato. Morto soffocato.

LA VITTIMA UN EGIZIANO DI 47 ANNI. FRATELLO AVEVA DENUNCIATO LA SCOMPARSA IL 1 LUGLIO.
Dai primi accertamenti della Polizia sembra che la vittima sia Hashem El Sayed Gaafar Abou El Hamd, 47 anni, da più un decennio in Italia. Si sarebbe giunti a questa conclusione grazie al riconoscimento fatto dal fratello Amed Gaafar che ne aveva denunciato la scomparsa il 1 luglio scorso. Secondo quanto riferito dal fratello, la vittima era interessato ad aprire un negozio di frutta e verdura non lontano dal luogo del ritrovamento. Di tanto in tanto vendeva anche fiori. Si arrangiava come poteva, per sbarcare il lunario. Appena appresa la notizia del ritrovamento di un cadavere in quella via, il fratello è subito accorso sul posto visibilmente preoccupato pronunciando ai presenti: “Me lo sento, è lui!”. Da quanto raccontato da testimoni, sembra che la vittima era coniugato e la moglie fosse in gravidanza.

Un uomo di origine maghrebina in apprensione per il fratello scomparso il 1 luglio
Un uomo in apprensione per il fratello scomparso il 1 luglio. La vittima  è stato accertato che è il congiunto.

 

INQUIETANTE PRECEDENTE NEL 2013. UN ALTRO FRUTTIVENDOLO EGIZIANO INCAPRETTATO
Non è la prima volta di un egiziano morto incaprettato a Roma. Il 29 ottobre 2013 è stato ritrovato alla Marcigliana un egiziano morto con le stesse modalità: incaprettamento. Il corpo mani e piedi legati fu ritrovato in una boscaglia, nei pressi di un laghetto. La vittima si chiamava Ebrahim Mohamed Lashein, 52 anni, anche lui come la vittima di stamane fruttivendolo e che aveva un negozio di frutta e verdura in zona Balduina. Allora a coordinare le indagini furono il pm Pietro Pollidori, d’intesa con l’aggiunto Pierfilippo Laviani, lo stesso magistrato che si sta occupando del delitto odierno. Tra le ipotesi al vaglio nel 2013 c’era quella di un tentativo di sequestro lampo finito male, maturato per una qualche rivalsa. Al momento non è dato sapere se ci sia un nesso tra i due violenti omicidi.

APERTO FASCICOLO CONTRO IGNOTI PER OMICIDIO VOLONTARIO
Sul macabro omicidio a Roma indaga la Squadra Mobile che non esclude nessuna pista
. Dai primi esami sembra che sul cadavere non vi siano ferite di colpi d’arma da fuoco. In ogni caso, solo l’esame autoptico, disposto dalla procura, chiarirà la dinamica della morte. Gli accertamenti si tengono sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, magistrato che ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di omicidio volontario che avrebbe già qualche indizio avendo seguito l’omicidio di due anni fa alla Marcigliana.

REGOLAMENTO DI CONTI O PISTA MAFIOSA LEGATA AL RACKET? 
Il sacco contenente il cadavere è stato ritrovato tra due auto parcheggiate nella via Cartoni. Ancora ignoto il movente. Potrebbe trattarsi di un regolamento di conti, di un delitto passionale o ancora, ipotesi più inquietante, di un omicidio mafioso. Gli inquirenti non escludono possa trattarsi del racket delle estorsioni negli ambienti ambulanti e di persone che vendono frutta e ortaggi anche al mercato o per strada. Un giro, quello del racket, gestito dalla criminalità organizzata. Accertato che si tratta dell’uomo egiziano la cui scomparsa era stata denunciata a inizio del mese, gli inquirenti cercano di scavare nella vita dell’uomo per capire i movimenti degli ultimi giorni e gli eventuali contrasti o liti avuti dalla vittima prima di morire.

PER INCAPRETTARE UOMO SERVONO PIU’ PERSONE. FORSE DEI COMPLICI?
Gli inquirenti non escludono nessuna pista. Tuttavia l’omicidio per incaprettamento veniva usato molti anni fa dalla Mafia in Sicilia e non solo per punire i “traditori”. Per un delitto cosi efferato servono comunque più persone. Almeno una che tiene immobilizzata la vittima, mentre il complice la lega per poi provocare la morte per soffocamento, o con altro. Saranno comunque gli esami degli inquirenti a svelare maggiori dettagli del delitto.

ATTENZIONE, IMMAGINI SENSIBILI. SI RACCOMANDA LA VISIONE A PUBBLICO ADULTO

LE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA
Da quanto si apprende, la Polizia ha interrogato alcuni vicini, mentre si sta procedendo a visualizzare le registrazioni delle telecamere di sicurezza poste intorno al quartiere. Da una prima disamina della Scientifica sembra che l’omicidio sia avvenuto da alcuni giorni. E’ presumibile che l’uomo sia stato ucciso altrove e “scaricato” poi all’alba tra le auto parcheggiate in via Cartoni di fronte ad una pasticceria, vicino i cassonetti della spazzatura accanto a cui c’era una grossa valigia, sequestrata dalla Polizia, in cui sarebbe stato nascosto il bustone nero col cadavere.