Mafia Capitale, inizia maxi processo al clan Buzzi-Carminati

Mafia Capitale, inizia maxi processo al clan Buzzi CarminatiQuarantasei imputati, un esercito di sessanta avvocati, un centinaio di giornalisti accreditati, tra cui anche testate estere, oltre 130 udienze previste fino a luglio. Migliaia di intercettazioni e centinaia di documenti depositati. I numeri del maxiprocesso a Mafia Capitale restituiscono l’importanza del procedimento che inizia nell’aula Occorsio della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, a Roma Prati. Centinaia le persone impegnate nel processo più imponente dopo il maxiprocesso alla mafia siciliana.

L’attenzione mediatica e politica, non solo italiana, sarà rivolta al primo atto del processo che ha terremotato i palazzi dell’amministrazione capitolina e di riflesso la vita economica di Roma. Sono già oltre settanta le testate giornalistiche accreditate per seguire le udienze davanti ai giudici della X sezione penale presieduta da Rosanna Ianniello.

“Massimo Carminati in questo processo parlerà, è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e lo farà”. E’ quanto annuncia l’avvocato Giosuè Naso, difensore del “socio” di Salvatore Buzzi nell’affaire Mafia Capitale. L’ex Nar, secondo la Procura di Roma sarebbe il presunto capo del clan che aveva allungato i tentacoli sul Campidoglio.

A pochi minuti dall’inizio della prima udienza del maxiprocesso a Mafia Capitale, Naso afferma che il suo cliente, che dal giorno dell’arresto non ha mai parlato con i pm, quando toccherà a lui sarà pronto a parlare davanti ai giudici della X sezione penale.

“Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio – ha aggiunto Naso che già oggi in aula solleverà una serie di eccezioni preliminari – il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole “mafia” e “droga”. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate”.

Il penalista ha commentato anche le prime sentenze arrivate in settimana e in particolare il fatto che il gup Anna Criscuolo abbia riconosciuto ad un collaboratore di Salvatore Buzzi, Gammuto, l’aggravante mafiosa. “Si tratta di una decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva”.

“Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale – conclude – e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell’arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima. Secondo me c’e’ una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo dirò a chiare lettere”.

Il neocommissario di Roma, Tronca, ha costituito il comune di Roma come parte civile. Si prevede che il processo durerà qualche anno atteso che in 130 udienze fissate fino a luglio vi sarà presumibilmente qualche rinvio.

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