Yara, cresce l’attesa per la sentenza su Massimo Bossetti

Yara, cresce l'attesa per la sentenza su Massimo Bossetti
Massimo Bossetti

I giudici sono riuniti in camera di consiglio a Bergamo per decidere del destino di Massimo Bossetti, unico imputato del processo che lo vede alla sbarra per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne uccisa a Brembate. I tempi saranno lunghi.

“Ancora oggi vi supplico, vi imploro, datemi la possibilità di fare questa verifica, ripetete l’esame sul Dna, perché quel Dna trovato non è il mio”, ha detto  Bossetti facendo dichiarazioni spontanee, aggiungendo che “se fossi l’assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo”.

“Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino: questo deve essere chiaro a tutti” e “quello che mi viene attribuito – ha proseguito – è vergognoso, molto vergognoso”. “E’ impossibile, molto difficile assolvere Massimo Bossetti, ma se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo”, ha detto il muratore di Mapello, parlando di sé in terza persona.

Per la sentenza si prevedono tempi più lunghi. Un addetto alla sicurezza ha informato i cronisti che la lettura “non sarà per le 20.00” e che i giornalisti saranno fatti entrare in aula “30-40 minuti prima”. L’attesa cresce per un processo che ha diviso l’Italia in due tra “innocentisti” e “colpevolisti”.

Tanti indizi, una sola “prova”: il Dna, che l’accusa ritiene schiacciante mentre la difesa di Massimo Bossetti ritiene invece di no. Il collegio giudicante, composto anche da giudici popolari, dovrà prendere una decisione molto difficile visti appunto i molti “dubbi” sollevati in sede processuale dai difensori. Se condannato, l’uomo rischia l’ergastolo.

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