Ecco come la Turchia uccide i curdi. Omicidio in diretta di Tahir Elçi

Turchia, ucciso in diretta Tv capo pro curdi, Tahir Elçi. VIDEO CHOC
Un frame del video choc del barbaro omicidio di Tahir Elçi, leader avvocati pro curdi

E’ stato barbaramente ucciso stamani in Turchia, in diretta Tv, il capo dell’associazione degli avvocati di Diyarbakir Tahir Elçi, molto noto e strenuo difensore della causa curda.

L’omicidio è avvenuto nel sud-est della Turchia, a maggioranza curda. L’uomo è stato raggiunto da colpi di pistola durante un incontro pubblico. L’attacco, come si vede nel video choc, è stato sferrato da tre o quattro uomini armati che hanno fatto fuoco all’impazzata contro Tahir Elçi e altre persone.

Nell’agguato, sarebbe morto anche un poliziotto e feriti alcuni giornalisti che stavano seguendo la manifestazione dell’associazione pro curdi.

Scontri tra polizia a manifestanti a Istanbul. La polizia ha disperso con cariche e cannoni ad acqua le persone, centinaia, che si erano riunite per un corteo di solidarietà dopo l’uccisione del capo dell’associazione degli avvocati di Diyarbakir, Tahir Elçi.

VIDEO CHOC OMICIDIO IN DIRETTA TV DI TAHIR ELCI
(ATTENZIONE, IMMAGINI SCONSIGLIATE A PUBBLICO SENSIBILE)
Si aggrava la posizione della Turchia di Erdogan agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, nonché per il processo di integrazione nell’Ue di cui la Turchia è in lista d’attesa da anni. Dopo l’attentato di Ankara in cui sono morte decine di persone in un corteo pacifista pro curdo (la cui rivendicazione – prima attribuita all’Isis – non è mai stata chiara), alcuni giorni fa è stato autorizzato dallo stato maggiore dell’esercito di Erdogan, l’abbattimento di un caccia militare russo che era in missione in Siria contro l’Isis. Il velivolo, secondo le autorità turche avrebbe “sforato” lo spazio aereo turco “per 17 secondi”.

Il presidente russo, Vladimir Putin ha affermato che si è trattata “di una pugnalata alla schiena”, minacciando ritorsioni e ventiland la possibilità di attacchi militari. Tanto da muovere i suoi incrociatori nell’Egeo. Ma molte nazioni stanno cucendo relazioni diplomatiche per scongiurare il peggio. Tra queste la Francia, il cui presidente Francois Hollande è volato a Mosca sia per incassare il sostegno di Putin contro il califfato ma anche per esprimere la sua solidarietà dopo l’abbattimento dell’Airbus fatto esplodere sul Sinai con 224 persone bordo, nonché in modo “ufficioso”, quello del caccia abbattuto dalla Turchia.

Lo stesso Putin ha detto che “i tracciati radar dimostrano come il jet si trovava nello spazio aereo siriano e non turco”. da qui la richiesta di “scuse” da parte di Erdogan, che solo oggi ha fatto sapere “che fosse stato meglio se il Jet non fosse stato abbattuto”.