Rosanna Scopelliti (Ndc) chiede le teste di Quagliariello e Gentile

Angelino Alfano e Rosanna Scopelliti (photo Ansa/Ferrari
Angelino Alfano e Rosanna Scopelliti (photo Ansa/Ferrari)

Era ritenuta una delle donne di punta nel Nuovo Centrodestra. Le sue battaglia per la legalità e contro le cosche che le avevavo barbaramente ucciso il papà, sono state per la deputata Ncd, Rosanna Scopelliti (eletta nel 2013 col Pdl), il suo biglietto da visita per entrare in politica. Un biglietto stampato a Locri insieme al giovane Aldo Pecora all’indomani di un altro omicidio eccellente: quello di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale trucidato dalla ‘ndrangheta il 16 ottobre 2005.

All’assemblea nazionale del partito dello scorso dicembre a Roma, Rosanna era talmente entusiasta della nascita del nuovo soggetto politico che si inventò “l’Ncdina”, una medicina figurata che doveva curare i mali della politica e dell’unanimismo imperante nei partiti, soprattutto in Forza Italia, forza da cui si è staccata insieme ad altri per dare vita al nuovo movimento.

A poco più di un anno dalla scissione, quell’avventura è miseramente finita. Oggi, tra il caos e i malumori registrati nel suo partito in Calabria e a Roma, la parlamentare lancia il suo pesante j’accuse chiedendo ad Angelino Alfano le teste del senatore Gaetano Quagliariello e del coordinatore regionale calabrese Antonio Gentile, artefici, secondo la giovane parlamentare, del “fallimento” di un sogno. Quella di Quaglieriello “per aver dato carta bianca a Gentile” senza consultare nessuno. Quella dell’ex sottosegretario, per aver “fallito” la sua missione per cui, taglia corto, “s’impone il commissariamento del partito in Calabria”.

Rosanna Scopelliti mostra la nuova medicina "NCDina" alla prima convention del Nuovo Centro Destra, Roma, 7 dicembre 2013. (photo Ansa/Di Meo)
Rosanna Scopelliti mostra la nuova medicina “NCDina” alla prima convention del Nuovo Centro Destra, (photo Ansa/Di Meo)

Rosanna Scopelliti avverte che se Alfano non interviene direttamente in Calabria l’esperienza Ncd  in Calabria, regione dove il partito era il più forte in Italia, si avvierà presto ai “titoli di coda”. Un “The End” cominciato a manifestarsi nei mesi scorsi prima con una lettera di 15 senatori che intimavano al segretario Alfano un repentino cambio di marcia, poi con la guerra intestina scoppiata fra l’ex governatore Giuseppe Scopelliti e i fratelli Gentile sfociata in una fuga di massa verso Forza Italia e altri partiti.  Di Ncd si può affermare senza temere smentite, non è rimasto nulla. Solo “imperatori” senza esercito. Solo altezze senza base.

La lettera riservata di 15 senatori ad Alfano scritta ad aprile 2014
La lettera riservata di 15 senatori ad Alfano scritta ad aprile 2014 in cui lamentavano esclusione dalle decisioni

“Sarò pure l’ultima arrivata – scrive la parlamentare calabrese – ma ciò non giustifica l’essere stata per mesi tenuta scientemente all’oscuro di fatti e decisioni fondamentali riguardanti il partito. Ora non posso e non voglio più esimermi dal chiedere conto ai nostri coordinatori, ad ogni livello, del perché non abbiano messo in cantiere per tempo, a partire proprio dalla Calabria, la costruzione di una nuova area moderata e magari aperta alla società civile, anziché correre adesso ai ripari all’ultimo momento una volta incassati a piè pari presunti veti (a quanto abbiamo appreso dalla stampa) da parte sia degli alleati storici del centrodestra che degli attuali alleati di governo del Pd”.

“Una situazione davvero imbarazzante – incalza Rosanna Scopelliti – alla quale a mio avviso hanno contribuito certamente non poco i molti personalismi e la continua belligeranza tra l’ex governatore della Calabria ed il coordinatore regionale del partito Gentile”. Peppe Scopelliti – analizza la deputata – giustamente dimessosi dopo le vicende giudiziarie che lo hanno interessato, [Leggi perché Scopelliti ha sbagliato a dimettersi, ndr] ha deciso contro il mio consiglio e quelli di molti amici che lo hanno sempre sostenuto, di portare avanti una prova di forza e correre comunque alle recenti elezioni europee, incassando un risultato non deludente ma sicuramente lontano dalle aspettative e che ha contribuito in maniera determinante al suo declino politico”.

Antonio Gentile
Antonio Gentile

“Gentile, di contro – afferma Rosanna Scopelliti – probabilmente per ripicca nei confonti dell’ex governatore, colpevole di non aver ‘promosso’ prima delle dimissioni il fratello assessore regionale alla Vicepresidenza della giunta (impedendogli, così, di divenire presidente facente funzioni della regione), anziché contribuire al dialogo ed a sanare al più presto l’emorragia di uomini e voti che stavamo iniziando a subire, ha tessuto le trame di un suo particolarissimo “cerchio magico” ove, per cooptazione, sono stati nominati i coordinatori provinciali, il tutto all’oscuro non dico la base, ma finanche di una vasta platea di colleghi parlamentari, consiglieri regionali ed amministratori locali di ogni grado, con unico risultato quello di portare l’Ncd calabrese a perdere colpo su colpo ogni occasione elettorale, dalle elezioni europee, alle recenti elezioni per il rinnovo delle province e, in ultimo, registrare l’abbandono della nave da parte dell’ex presidente Scopelliti, che dopo aver per mesi battibeccato direttamente e indirettamente con i Gentile adesso parteciperà fuori da Ncd con liste a lui afferenti sia alle elezioni comunali a Reggio Calabria che quelle regionali”.

Gaetano Quagliarello
Gaetano Quagliarello

Dopo aver spiegato la genesi della disfatta del Nuovo Centrodestra Rosanna Scopelliti spiega: “Spero davvero che alla manifesta inconcludenza e arroganza dei dirigenti calabresi corrisponda la totale buona fede, e non la complicità, dei vertici nazionali di Ncd, a partire dal coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, il quale voglio credere abbia peccato d’imprudenza dando carta bianca al senatore Gentile senza avere alcuna parte attiva nella determinazione della attuale situazione, perché altrimenti come si impone il commissariamento immediato del partito in Calabria sarebbe d’obbligo che congiuntamente il coordinatore nazionale rimettesse nelle mani di Angelino Alfano il suo mandato”.

“Se di dolo o di colpa stiamo parlando – conclude l’on. Scopelliti – poco importa e non sta a me stabilirlo. Ma invito pubblicamente il presidente Alfano, da questo momento unico interlocutore possibile, a voler dare presto un segnale forte e chiaro di discontinuità e di vera e tangibile attenzione per la Calabria, in caso contrario sarò la prima a trarne le dovute conseguenze”. Un duro colpo sferrato da una ragazza “tenuta all’oscuro” degli eventi. Chissà se anche lei, stia maturando l’idea di approdare in Forza Italia di Silvio Berlusconi che ha un obiettivo dichiarato: “Distruggere il traditore Alfano”. Pare che fin quì ci stia riuscendo.

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