Discorso Grillo fine anno 2014: "Napolitano e Renzi le pecore nere dell'Italia". Il capo dello Stato: "Affaticato dall'età"

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Discorso Grillo fine anno 2014
Beppe Grillo durante il suo discorso di fine anno (beppegrillo.it)

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha confermato le sue dimissioni nel suo tradizionale discorso di fine anno. Una intenzione fatta trapelare già qualche mese fa. Probabilmente lascerà entro gennaio il secondo storico mandato da presidente della Repubblica. L’ottavo anno. “L’età si fa sentire”, ha chiosato tra i tanti temi toccati.

Dall’altra parte del “cavo” televisivo, il controdiscorso del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che in netta opposizione va giù duro contro l’operato del due volte capo dello Stato e del premier Matteo Renzi.

Discorso Grillo fine anno 2014

Giorgio Napolitano durante il suo ultimo discorso 2014
Giorgio Napolitano durante il suo ultimo discorso 2014

L’auspicio delle dimissioni di Giorgio Napolitano, “corresponsabile dello sfacelo” dell’Italia; un giudizio negativo sulle “balle del 2014 di Matteo Renzi” e “sull’attentato alla Costituzione di Pd e Pdl”; ma soprattutto la conferma che il M5S per il 2015 punterà tutto sul referendum per uscire dall’Euro in modo da restituire “sovranità all’Italia”.

Sono i punti principali del contro-discorso di Beppe Grillo su beppegrillo.it. Un discorso che fin dall’inizio intende mettere in evidenza le “differenze” con quello pronunciato in contemporanea dal presidente della Repubblica. Così alle luci del Quirinale, il leader cinquestelle contrappone il buio di un vecchio scantinato dove ad illuminarlo c’è soltanto una vecchia lanterna.

Suona la musica delle fanfare e Grillo esordisce sussurrando: “Siamo nel nuovo ufficio della Casaleggio associati dove aleggiano gli spiriti, quelli buoni, per cospirare, spifferare, parlare di cose cose come lealtà e onestà che fuori vengono percepite come rivoluzionarie o eversive. Noi siamo i veri eversori”.

L’immagine di Grillo ricorda quella del filosofo greco Diogene che girava con una lanterna alla ricerca della verità. E’ un discorso, a differenza di altri interventi, caratterizzato da toni calmi. Nessuna invettiva; c’è il sussurro è il riferimento ironico. “Cosa rimpiangeremo del 2014? Le balle di Renzi? L’attentato alla democrazia di due partiti, Pdl e Pd meno L, che si sono messi insieme per disfare la Costituzione?”.

L’attacco più duro arriva con gli auspici per il 2015: “Forse il 2015 ci porterà dei risultati straordinari. Può darsi che l’ebetino (Renzi, ndr) si leverà di mezzo. Forse ci darà una grande soddisfazione quando Napolitano che ha condiviso e sponsorizzato questo sfacelo si toglierà da questa posizione precaria; e Fi Italia non ci sarà più o avrà numeri da prefissi telefonici”. Grillo indica gli obiettivi del M5S per il 2015: reddito di cittadinanza, leggi per il made in Italy ma soprattutto la legge di iniziativa popolare per permettere il referendum consultivo sull’Euro.

“E’ la partenza. Il piano B del M5S per l’Italia. Poi toccherà a fisco, burocrazia”. Per la chiusura, il capo Cinquestelle inforca gli occhiali e legge la fiaba “La pecora nera” di Italo Calvino: “C’era un paese dove erano tutti ladri. La notte ogni abitante usciva con i grimaldelli. Il governo era un’associazione a delinquere a danno dei sudditi e anche qui. Ci sono strane assonanze…”. La legge tutta. Poi i saluti: “Buon Natale, buon anno. Adesso ci faremo seppellire io e l’ombra di Casaleggio”.

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