Decine di civili palestinesi sono rimasti uccisi dall’alba di mercoledรฌ nei bombardamenti aerei israeliani in varie parti della Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa Wafa. Da stamane sono oltre 40 i civili uccisi. Nei raid sono rimasti feriti centinaia di persone. Nei due giorni precedenti sono state uccise almeno un centinaio di persone, molte delle quali ai punti di raccolta del cibo.
I corrispondenti della Wafa hanno riferito, citando fonti mediche, che tre cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in attacchi aerei israeliani su Mansoura Street, nel quartiere di Shuja’iyya, a est della cittร di Gaza.
Le stesse fonti hanno aggiunto che le squadre di soccorso hanno recuperato tre palestinesi e sono riuscite a estrarre cinque sopravvissuti dalle macerie di due case appartenenti alle famiglie Nasr e Dada a Jabalia al-Nazla, a nord della Striscia di Gaza. Le case sono state bombardate da attacchi aerei israeliani. Ci sono ancora persone disperse sotto le macerie.
Hanno riferito che 10 cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in attacchi aerei israeliani su due abitazioni in via al-Salam a Deir al-Balah e nella zona di Mufti a nord del campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
Onu: “Fermare questa carneficina”
Intanto il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha esortato, in una conferenza stampa, a “fermare questa carneficina”, criticando il sistema di distribuzione degli aiuti, “che non soddisfa nessuno dei prerequisiti per un sistema umanitario funzionante, equo, indipendente e imparziale”.
“ร giunto il momento che i leader di entrambe le parti trovino il coraggio politico di porre fine a questa carneficina”, ha concluso.
Per il secondo giorno consecutivo, i coloni israeliani hanno continuato a recintare ulteriori terreni di proprietร palestinese a Khirbet al-Farisiyah, nella valle settentrionale del Giordano.
Fonti locali hanno riferito che i terreni presi di mira si trovano vicino alle tende dei residenti palestinesi nella zona di Ein al-Ghazal, ad al-Farisiyah. L’azione รจ considerata parte di una strategia piรน ampia dei coloni per sfrattare forzatamente i palestinesi dalle loro terre.
Negli ultimi mesi le violazioni dei diritti umani da parte dei coloni nella valle del Giordano si sono intensificate e comprendono recinzioni di terreni, sequestri di proprietร , attacchi alle case e ai residenti e inseguimenti ai pastori per impedire loro di accedere alle aree di pascolo.
I coloni spianano terreni agricoli e avvelenano i pozzi d’acqua
Secondo un funzionario locale, ieri i coloni hanno iniziato a spianare terreni agricoli e a distruggere diversi pozzi d’acqua riempiendoli di detriti nella cittร di Al-Khader, a sud di Betlemme.
Mahmoud Abdullah, membro della Societร Cooperativa Agricola di Al-Khader, ha dichiarato a Wafa che i coloni hanno iniziato a livellare i terreni agricoli a sud-ovest della cittร . I โโterreni presi di mira sono coltivati โโa viti e mandorli.
Anche diversi pozzi d’acqua appartenenti a membri della famiglia Salah sono stati riempiti di detriti, in quello che sembra essere un tentativo di espandere i confini dell’insediamento illegale.
In passato, la zona รจ stata oggetto di ripetuti attacchi da parte delle forze armate e dei coloni israeliani, tra cui la disboscamento di terreni, la demolizione di case e strutture agricole e l’impedimento dell’accesso dei proprietari terrieri alle loro proprietร .
