Inchiesta escort, emergono i nomi di calciatori cercati nei telefoni

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Da Bastoni a Leao fino a Vlahovic e ancora Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci, Scamacca e molti altri.

Sono tanti i cognomi di calciatori, tutti non indagati perché non ci sono estremi di reato, che compaiono nell’elenco delle decine e decine di “parole chiave” che la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha indicato nel decreto di perquisizione e sequestro, eseguito due giorni fa assieme ai quattro arresti ai domiciliari nell’inchiesta sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di escort per giocatori di molti club, tra cui Milan, Inter e Juventus.

Parole chiave che serviranno per analizzare telefoni e dispositivi dei due presunti gestori delle attività illecite e dei loro collaboratori e per trovare riscontri alle ipotesi d’accusa nell’inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf.

L’elenco di cognomi dei calciatori è stato anticipato oggi da ‘Il Giornale’ e l’Ansa l’ha potuto leggere in una pagina del decreto dei pm, dove compaiono più di una sessantina di nomi.

La Procura, intanto, anche con le audizioni come testimoni delle ragazze e con altre attività tecniche come le analisi sui cellulari, dovrà verificare l’entità del presunto giro di prostituzione, anche perché alcuni calciatori potrebbero aver partecipato alle feste nei locali della movida milanese, organizzate dalla Ma.De Milano, presunta società “schermo”, ma non aver usufruito poi di quel “servizio extra” fatto di notte in albergo e sesso a pagamento e, in alcune occasioni, accompagnato anche dalla cosiddetta “droga della risata”, ossia gas esilarante.

Inchiesta escort di lusso a Milano: 4 arresti ai domiciliari

I finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito quattro arresti domiciliari nei confronti di un gruppo, attivo nell’organizzazione di eventi della movida, “che ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi”.

Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e sviluppate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, hanno consentito di acquisire un “numero considerevole di elementi di prova” nei confronti degli indagati, i quali avrebbero dovuto agire in concorso con altri partecipi dell’associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni, si legge nel comunicato della Procura di Milano.

In particolare, secondo l’accusa, gli indagati “avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre”, tra cui – spiega una fonte – “personaggi molto noti” come imprenditori e calciatori. Oltre agli arresti è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.

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