24 Giugno 2024

Lionel Messi e Max Biaggi nei guai col fisco spagnolo e italiano

Correlati

Lionel Messi e Max Biaggi
Lionel Messi e Max Biaggi

Sono uomini di sport. Uomini d successo e anche facoltosi. Ma talvolta accade che si dimenticano di saldare presunti conti o debiti col fisco. E così, ad esempio, per Lionel Messi, la stella argentina del calcio mondiale, erede privilegiato di Diego Armando Maradona (anche lui in passato nei guai), è arrivata una richiesta di condanna pesantisssima per frode fiscale: 22 mesi di reclusione. A chiederli, il procuratore di Stato spagnolo.

Secondo la magistratura inquirente, il fuoriclasse del Barcellona avrebbe frodato insieme al padre Jorge, oltre 4 milioni di euro. L’avvocatura: Messi non può ignorare i fatti. Pochi giorni fa la procura aveva deciso di procedere solo nei confronti del padre del giocatore, con una richiesta di 18 mesi di carcere, mentre aveva archiviato la posizione della star del calcio perché ritenuta non a conoscenza dei fatti.

L’avvocatura dello Stato, pur ritenendo Messi “profano” in materia fiscale sostiene che il giocatore “non può ignorare” che gran parte dei redditi derivanti dallo sfruttamento dei suoi diritti d’immagine transitino da società con sede in paradisi fiscali come l’Uruguay o il Belize.

Il giudice che segue il caso ha aperto un fascicolo su Messi e suo padre dopo aver ricevuto la segnalazione dall’agenzia tributaria. Nell’ordinanza, il giudice afferma che ci sono “fondati indizi criminosi” contro i due imputati, pur evidenziando la “collaborazione” fornita da Messi e da suo padre.

Per Messi è un periodo non proprio felice. A fine settembre si è infortunato al legamento collaterale del ginocchio durante una partita di campionato contro il Las Palmas, un incidente che lo terrà lontano dai campi per circa due mesi.

Altro periodo nero lo sta vivendo l’ex campione del mondo di motociclismo, Max Biaggi. Il campione è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Roma con l’accusa di avere evaso al Fisco per circa 18 milioni di euro. Lo ha deciso il Giudice per l’udienza preliminare, Valerio Savio che ha fissato il processo al 15 settembre del 2016 davanti al giudice monocratico Bruno Costantini.

Per Biaggi è invece andato in prescrizione il reato penale. Il pilota di Superbike usufruì dello scudo fiscale per far rientrare in Italia capitali depositati all’estero ma è finito sotto processo con l’accusa di aver trasferito in modo fittizio la propria residenza nel Principato di Monaco dove il regime fiscale è più leggero.

La reazione di Biaggi: “E’ una vicenda che si trascina da molti anni, mi meraviglio che sia uscita solo ora. Riguarda la mia residenza a Montecarlo dove vivo realmente dal 1992 e dove sono nati i miei figli. Non riguarda un problema di evasione fiscale, come erroneamente riportato sugli organi di stampa, ma riguarda unicamente la circostanza che non avrei pagato ad Equitalia tutte le imposte che ha provvisoriamente iscritto al ruolo. Voglio precisare che si tratta d’imposte provvisoriamente iscritte al ruolo, perché su di esse il giudizio è comunque pendente”.


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

Potrebbero interessarti

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni

Altre news

La Russia teme un attacco della NATO. Ecco perché

"La crescente amarezza dei paesi occidentali nei confronti della Russia è coerente con la spiegazione dei conflitti armati nella logica della guerra preventiva. Questo modello vede l’escalation come un prodotto delle paure per il futuro. La convinzione che la loro situazione peggiorerà nel tempo spinge gli Stati a compiere passi sempre più avventurosi, anche con l’uso della forza. Nel corso della storia, le grandi guerre, di regola, sono diventate il prodotto proprio di questa logica preventiva: il desiderio di colpire, anticipandone l'atteso indebolimento", scrive Igor Istomin, Direttore del Dipartimento di Analisi Applicata dei Problemi Internazionali presso l'Università MGIMO.

DALLA CALABRIA

In fuga dopo condanna per la strage al cimitero catturato a Sala Consilina

Era latitante dal dicembre 2023 quando la Corte di appello,  in riforma di una decisione della Cassazione, confermò per...

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)