Protesta dei ristoratori a Roma, in migliaia in piazza. Tafferugli con la Polizia

Carlomagno Nuova Jeep Compass Aprile 2021

Qualche migliaio di manifestanti, tra ristoratori ed altri esercenti gravemente colpiti dalle chiusure del governo, stanno protestando davanti la Camera dei Deputati a Roma. Una cinquantina di esercenti si sono incatenati e fanno sapere di non sgombrare fino a quando il governo non riaprirà le attività. Durante la protesta ci sono stati tafferugli con la polizia.

“Siamo imprenditori, non delinquenti”, hanno urlato ai megafoni in piazza Montecitorio i commercianti e ristoratori che manifestano chiedendo riaperture. Al grido “libertà”, centinaia di persone si sono avvicinate al cordone delle forze dell’ordine con le mani alzate, intonando cori e chiedendo di potersi avvicinare a Palazzo Chigi che dista duecento metri dalla piazza dove c’è la Camera. A Montecitorio si alternano momenti di tensione a slogan contro il governo. La polizia ha fatto qualche carica.

Un manifestante con il megafono ha detto agli agenti che “voi avete giurato di difendere il popolo e far rispettare la costituzione. Ecco, noi siamo il Popolo e la Costituzione è fondata sul lavoro. Noi vogliamo lavorare in sicurezza e in libertà perché il governo ci sta costringendo alla fame e alla disperazione”, è stato detto.

“Ormai lavoro per un euro all’ora. Gli investimenti di una vita erano nel mio bar”. Lorena, 62 anni, per citarne una, è in lacrime e in ginocchio davanti al cordone della polizia alla manifestazione dei commercianti a Montecitorio e ad un certo punto uno degli agenti si accovaccia vicino a lei per consolarla ed aiutarla a rialzarsi. “Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi – dice la donna agli agenti – Non siamo negazionisti vogliamo solo lavorare e poter riaprire”. Lorena, che ha “investito tutti i suoi soldi nel suo bar a Bologna aperto 15 anni fa” spiega che la sua è disperazione: “ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci”, dice dimostrando forza nonostante le lacrime dietro gli occhiali.

E poi ancora ristoratori che osservano come “si può entrare nei supermarket e sui mezzi di trasporto assembrati ma non nei bar e nei ristoranti con tutte le misure di sicurezza. Noi vogliamo solo lavorare, perché oltretutto i ristori annunciati dal governo sono una elemosina rispetto a centinaia di migliaia di euro di fatturato persi dai lockdown”.

Tra i manifestanti le bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone. Presenti, tra gli altri, il deputato di Forza Italia Vittorio Sgarbi che è intervenuto dichiarando “folli” le misure di chiusura del governo.

A Milano invece sono scesi in piazza gli ambulanti. “Lo Stato è assente. Vogliamo solo lavorare”, dicono. I commercianti hanno intonato l’inno nazionale e cori contro il governo. “Il lavoro non si tocca”, hanno detto.

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb
Seguici anche su TELEGRAM