In migliaia a Torino contro il Green Pass e i vaccini sperimentali: “Non siamo cavie”

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Migliaia di persone sono scese in piazza a Torino per protestare contro il Green pass, che proprio ieri sera il governo lo ha introdotto come obbligatorio con un decreto legge, è contro “la martellante e terroristica propaganda per i vaccini”.

Il governo ieri sera ha varato un decreto che vieta di fatto ai non vaccinati di entrare in ristoranti al chiuso, teatri, cinema, piscine e palestre. Un decreto, è stato detto, “illegittimo e anticostituzionale, che discrimina e seleziona cittadini di serie A e cittadini di serie B, proprio come fece il Fascismo con le leggi razziali e il Nazismo con le sperimentazioni di eugenetica”, poi espressamente vietate dal Codice di Norimberga e da diverse convenzioni internazionali, tra cui il Regolamento sul Green pass Ue che al punto 36 recita che “i non vaccinati non devono essere discriminati e che i vaccini non sono obbligatori”.

Nella foto in basso la rettifica del regolamento perché una manina ignota aveva omesso un passaggio cruciale che il vaccino è “una scelta”. Per gli stessi motivi decine di migliaia di persone avevano manifestato nei giorni scorsi in Francia e Grecia. Leggi

La manifestazione, imponente, è stata organizzata in Piazza Castello in pochi giorni dopo un tam tam sul web. “Meglio morire da Liberi, che vivere da schiavi”, recita un cartello, mentre altri esponevano cartelli dello stesso tenore: “Questo non si chiama vaccino, ma esperimento: noi non siamo cavie, siamo uomini”.

Era una piazza gremitissima, forse oltre diecimina persone, non solo italiani, ma anche immigrati che urlavano slogan contro la “Dittatura sanitaria instaurata col pretesto di una falsa pandemia”.

I manifestanti hanno inoltre urlato: “Libertà, Libertà”. Sono stati scanditi anche numerosi slogan contro il Green pass e sono state riservate bordate di fischi al nome del generale Figliuolo, l’artefice della messa in scena delle bare di Bergamo, e oggi supercommissario all’emergenza Covid voluto da Draghi e che ieri ha detto, dall’alto della sua divisa, di volere entro il 20 agosto l’elenco di tutti gli italiani no-vax. Siamo alle liste di proscrizione?, si chiede il senatore Paragone di ItalExit, movimento politico presente in piazza.

“Il governo vuole l’apartheid e i commercianti non saranno complici”, ha dichiarato Roberto Mossetto, segretario della sezione torinese del partito di Gianluigi Paragone. “Ognuno dev’essere libero di scegliere”, dicono dalla piazza i manifestanti, che non si definiscono no-vax ma piuttosto free-vax.

In piazza Castello presente anche Ugo Mattei, giurista e docente di diritto privato all’università di Torino. Durante la protesta è salito sul palco allestito in piazza anche Maurizio Giordano, avvocato torinese: “Siamo circondati da disinformazione e censura. Il Green pass è inconcepibile non solo dal punto di vista costituzionale ma anche umano. Stiamo arrivando a passi molto veloci a una dittatura”.

E c’è chi ricorda: “I commercianti che metteranno sulle loro vetrine la scritta “non si entra senza pass verde” saranno ricordati come i commercianti che negli anni ’30 mettevano sulle loro vetrine la scritta “vietato l’ingresso agli ebrei”. La storia si ripete.

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