Argentina, Interpool a caccia dell'italiano Ottavio Gigli per omicidio. Ma qualcosa non torna

Da sinistra la vittima Guillermo Martinez e a destra (maglia bianca) Ottavio Gigli, presunto omicida
Da sinistra la vittima Guillermo Martinez e a destra (maglia bianca) Ottavio Gigli, presunto omicida

RIO NEGRO (ARGENTINA) – Non ci sono tracce di Ottavio Gigli, il milionario italiano trapiantato da 20 anni in Argentina, che Polizia locale e l’Interpool stanno cercando dalla fine di agosto con l’accusa di avere ucciso a coltellate il suo amico Guillermo Martinez. Gigli, origini fiorentine, ha 52 anni. Un avvocato che non esercita, ma fa l’imprenditore.

L’omicidio sarebbe avvenuto lo scorso 31 agosto nella sua casa in via Cordoba a General Roca, una località della provincia argentina di Rìo Negro, nel sud del Paese. Secondo la Polizia, anche il figlio Taddeo è sparito nel nulla. Da una prima lettura sul possibile movente, Ottavio Gigli avrebbe avuto presunti debiti con Martinez, un imprenditore.

Pendenze per cui sarebbero nate liti violente nei giorni precedenti il delitto. Attirato a casa di Gigli, Martinez e l’italiano se le sarebbero date di santa ragione fino a quando il presunto omicida, avrebbe preso un coltello da cucina e ucciso il suo ex amico. Questa ricostruzione filtra da alcuni siti internet.

Secondo una ricostruzione apparsa sul sito Clarin.com i due si sarebbero “incontrati per bere insieme del whiskey nell’appartamento di Gigli, poi, dopo aver assunto cocaina, l’improvviso accoltellamento alle spalle, con 7 fendenti mortali che hanno raggiunto organi vitali come cuore e polmoni”. La polizia, ha scoperto infatti tracce di stupefacenti e bottiglie di whiskey nella villa del presunto omicida.

L’imprenditore fiorentino avrebbe poi chiamato il figlio, dicendogli di passare a prenderlo, avrebbe raccolto una borsa piena di vestiti per poi fuggire insieme. I due sono arrivati fino a Buenos Aires, dove sarebbero passati dalla casa di alcuni parenti. Poi, secondo quanto detto dalla moglie del ricercato alla polizia, nessuna notizia”.

L’Interpool e la polizia argentina hanno setacciato ogni possibile luogo ove potrebbe essersi rifugiato l’italiano, ma gli inquirenti temono che insieme al figlio abbia già lasciato il paese per una destinazione al momento ignota.

Ma qualcosa non torna nelle ricostruzioni. La pista più battuta sul movente sono i presunti debiti che Gigli avrebbe contratto con il suo “migliore amico”. E’ probabile. Ma appare strano dal momento che l’italiano era molto ricco. Avrebbe anche ereditato in Italia cifre importanti, si parla di qualche milione di euro. Quindi un uomo facoltoso.

Perché uccidere proprio il suo migliore amico e, fra le altre cose, proprio a casa sua? E se lo avessero incastrato? Cosi fosse, appare evidente la fuga perché in questa ipotesi, Gigli ha capito subito che chi gli avrebbe teso la trappola (chi ha commissionato l’omicidio) non avrebbe tralasciato nulla. Operazioni “raffinate” che non danno via di scampo…Tutto sarebbe stato studiato a tavolino per far fuori Martinez e far ricadere le responsabilità su Gigli. Un delitto perfetto con impronte di Gigli dappertutto, come ovvio, a casa sua. Sui tavoli, sulle bustine di cocaina, sulle bottiglie di whiskey, bicchieri, sul coltello. Poi i debiti… Sembra un vero giallo ad incastro, sia il delitto che la fuga. Senza parlare del movente che pare abbastanza debole.