Sessantenne fa il vaccino anti-covid e muore sei ore dopo

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Un uomo di 60 anni, Giovanni Chielpo, di Fucecchio, nel fiorentino, è morto improvvisamente poche ore dopo essersi sottoposto alla vaccinazione anti-covid all’ospedale di Empoli.

Il fatto risale a sabato scorso. L’uomo era stato vaccinato con il siero ‘Moderna’ perché considerato “paziente fragile”. Appena sei ore dopo l’iniezione, Chielpo è stato colto da malore (pare una emorragia cerebrale) ed è deceduto nel nosocomio.

Il pm di Firenze Massimo Bonfiglio ha ora avviato accertamenti e disposto il trasferimento della salma a medicina legale a Firenze dopo che i familiari del sessantenne si sono rivolti ai carabinieri, riporta il Tirreno.

Al sessantenne qualche tempo addietro era stato asportato un rene. Oltre alla procura toscana anche la famiglia si è rivolta a un legale e attende di sapere se verrà disposta un’autopsia o comunque un esame esterno per chiarire se ci possono essere correlazioni tra il decesso e la somministrazione del vaccino. Un’altra coincidenza?

“Mio padre aveva subìto un intervento chirurgico per l’asportazione di un rene. Da allora si sottoponeva costantemente agli esami di controllo e stava facendo la chemioterapia”, ha spiegato il figlio al quotidiano.

Peccato. L’uomo era sopravvissuto senza un rene ma è morto poche ore dopo il vaccino.  Anche in questo caso, non ci sarà alcun nesso, come per altre migliaia di casi. Ma negare il nesso tra vaccini e decessi è come negare che una overdose sia correlata alla droga.

La gente secondo il regime muore solo del cosiddetto Covid, alias la “Cosa”, dove l’unica prova dimostrata, stando ai sedicenti scienziatoni, è un tampone “farlocco” risultato positivo alla “Cosa”.

Leggi di più sui test inattendibili (123). Guarda la sperimentazione: tamponi su frutta e ortaggi positivi alla “Cosa”.

Intanto, sono stabili ma gravissime le condizioni dell’avvocato messinese Mario Turrisi. L’uomo, di 45 anni, è stato ricoverato per un’emorragia cerebrale in Rianimazione. Originario di Tusa (Messina), era giunto in ospedale il giorno di Pasqua dopo essersi sentito male. Al legale gli era stato inoculato il vaccino AstraZeneca nelle scorse settimane, e dopo pochi giorni dalla somministrazione aveva cominciato ad accusare forti mal di testa. Domenica le sue condizioni si sono aggravate ed era stato dapprima dato per morto, poi una nota del policlinico ha rettificato. L’uomo è vivo ma lotta tra la vita e la morte.

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