Dalla banda larga (mai realizzata) alla "banda ultralarga". Cui prodest?

Carlomagno campagna novembre 2018

L'Italia passerà dalla banda larga mai realizzata alla "banda ultralarga". Cui prodest?La banda “ultralarga” presto diventerà realtà quando ancora l’Italia è in attesa di quella semplicemente “larga”, mai realizzata o a tratti.

Il Cipe ha approvato uno stanziamento di 2,2 miliardi di euro su 12 previsti per coprire l’intero paese, ha anticipato lo stesso premier Matteo Renzi: “Oggi il Cipe che si sta ancora riunendo ha approvato finalmente un cospicuo intervento economico sul piano di banda ultralarga, una autentica, straordinaria, novità. E l’infrastruttura più importante per i prossimi 20 anni e l’obiettivo è una copertura completa del Paese”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Secondo il governo il piano per la banda ultralarga “vale 12 miliardi, di cui 5 privati e 7 pubblici. Di questi ultimi 4,9 vengono da iniziative del governo e 2,1 dai Fondi strutturali Regionali”, ha sottolineato Renzi chiamando i privati a fare la “loro parte”.

“A questo punto per gli operatori di telefonia non c’è da fare altro che mettersi in gioco”, ha infatti detto Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi parlando della delibera del Cipe sulla banda ultra larga. Il premier ha poi ricordato l’accordo di oggi tra Tre e Wind e l’investimento di 750 milioni annunciato da Telecom per il Centro Sud. “A quelli che dicono ma che state facendo al Sud – ha aggiunto – migliori risposte di queste non ci possono essere. Mentre qualcuno piange altri fanno”.

La banda larga è sempre stata una utopia in Italia sia per i pochi investimenti posti in essere che per la scarsa volontà politica del passato a investire laddove, evidentemente il ritorno economico, è sempre stato ritenuto “minimale”. Sono almeno venti anni che se ne parla, tra promesse e mezze realizzazioni di impianti in fibra ottica.

Bypassare quella “larga”, mai realizzata, per arrivare alla banda ultralarga, ironizza più di qualcuno, “è un grande passo in avanti”. Occorre capire infatti a chi giova questa mega operazione. Oggi che il governo è disposto a mettere sul piatto 7 miliardi mentre i privati, che si faranno pagare fior di quattrini per connettersi, solo 5. I cittadini in questo modo pagheranno due volte: la prima attraverso il contributo statale, la seconda per pagare i gestori dei servizi di rete le cui infrastrutture hanno in larga parte già pagato. “Cui prodest? A guadagnarci saranno solo i giganti delle Comunicazioni?”, è la domanda che ci si pone.