Attentato a Stoccolma, il camion rubato. LA LUNGA SCIA DI SANGUE

Gli investigatori svedesi durante la conferenza stampa sull'arresto dell'attentatore a Stoccolma
Gli investigatori svedesi durante la conferenza stampa sull’arresto dell’attentatore a Stoccolma

La Polizia svedese ha arrestato un uomo per l’ attentato a Stoccolma. Gli investigatori che stanno tenendo una conferenza stampa hanno detto che l’uomo “ha qualche tipo di coinvolgimento” nell’attacco, riferisce il quotidiano “Svenka Dagbladet”.

Le autorità hanno confermato l’uccisione di quattro persone e il ferimento di almeno 15 persone. Il camion è stato dirottato (prime delle 15, ora locale) sulla folla all’incrocio di Drottninggatan, in pieno centro finendo la sua corsa nel centro commerciale Ahlens City.

Il mezzo è risultato rubato all’azienda di birra svedese “Spendrups” mentre stava facendo un giro di consegne nei ristoranti della città.  I responsabili dell’azienda hanno avuto un contatto con l’autista legittimo del mezzo.

Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l’autista “stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato”. Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l’autista “è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia”.

La pista seguita è stata da subito quella del “lupo solitario” radicalizzato all’Isis. Il modus operandi è del tutto simile agli attacchi di Nizza, Berlino e, recentemente, il fallito attentato con un tir in Belgio.

Nel corso della sua conferenza stampa, la polizia ha mostrato una foto di una persona che vogliono contattare per l’udito in connessione con gli eventi di oggi. La polizia ha detto in seguito che avevano due persone all’interno l’interrogatorio.

La città è blindata. La polizia invita le persone a non muoversi nel centro di Stoccolma. Secondo quanto scritto dai media svedesi, sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco in diverse località a Stoccolma, nei momenti dell’attacco, ma questo non trova conferma nelle dichiarazioni della polizia.

“La Svezia è sotto attacco”, ha detto il primo ministro svedese Stefan Lofven, dopo aver ricevuto informative della natura terroristica dell’attacco. Tutto il traffico intorno al centro di Stoccolma è stato chiuso, tra cui alcune stazioni metropolitane e alcuni treni. L’allerta di sicurezza è salita al livello 3.

LA LUNGA SCIA DI SANGUE IN EUROPA NEL 2017

Dopo la strage di Natale avvenuta a Berlino, il 2017 è stato inaugurato con la strage in Turchia, a Istanbul, dove al Reina club esclusivo ristorante sul Bosforo un uomo armato vestito da Babbo Natale ha fatto irruzione sparando a caso sui clienti: Circa 40 morti e una settantina di feriti.

A Parigi, il 3 febbraio un uomo armato di coltello ha attaccato 4 militari al Louvre gridando “Allahu Akbar”. Il bilancio è stato di due soldati feriti. La capitale francese è piomata nel terrore dopo l’attacco al giornale satirico Chalie Hebdo e dopo la strage simultanea dellìIsis (132 morti e oltre 350 feriti) del 13 novembre 2015. 

E’ il 18 marzo quando, a Parigi, un uomo ha sparato contro gli agenti a un posto di blocco per poi dirigersi all’aeroporto di Orly dove ha tentato di disarmare un agente ma è stato abbattuto. Era un mussulmano radicalizzato al califfato.

Il 22 marzo è la volta di Londra, in Gran Bretagna: un uomo a bordo di un suv sul ponte di Westminster travolge decine di persone uccidendo in tutto 4 persone (più una quinta morta giovedì 6 aprile, la donna che era caduta nel Tamigi) e ferendone altri. L’uomo, armato di coltello, dopo la strage sul Bridge ha tentato di entrare in Parlamento uccidendo un agente con una coltellata.

Il 3 aprile tocca alla Russia. A San Pietroburgo un grave attentato terroristico è stato fatto nella metropolitana tra le stazioni di Sennaya e Tekhnologichesky Institut. Una bomba esplode in un convoglio e causa 14 morti con circa 60 feriti. Un’altro ordigno è stato trovato e disinnescato dalla Polizia in un’altra stazione. L’attentatore, diranno le autorità, sarebbe un un giovane radicalizzato del Kirghizistan.