20 Luglio 2024

Dall’Aja mandato di arresto per Putin. Mosca: “Atto nullo. E’ carta igienica”

La Russia non riconosce la giurisdizione di questo tribunale occidentale con sede in Olanda. Nel 2020 gli Stati Uniti avevano espresso forte disappunto perché la Corte voleva perseguire i crimini americani in Afghanistan, poi messa a tacere da Washington. Dal Cremlino si pensa piuttosto a istituire un tribunale per crimini commessi contro i filo-russi del Donbass massacrati dai tagliagole di Poroshenko e Zelensky dal 2014 in poi. Zakharova: "Fratello del giudice Aia è un pedofilo"

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La Corte penale internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di arresto per il presidente russo Vladimir Putin e per il commissario russo per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova, ha affermato la corte venerdì in una dichiarazione.

Nella dichiarazione, citata dalla Tass, si afferma che Putin e Belova potrebbero essere responsabili “del crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa”.

I mandati di arresto della corte sono generalmente segreti per proteggere vittime e testimoni e anche per salvaguardare le indagini. Tuttavia, il tribunale ha affermato di aver autorizzato la divulgazione al pubblico dell’esistenza dei mandati, dei nomi degli “indagati” e dei reati per i quali i mandati sono stati emessi, perché “la condotta affrontata nella presente situazione sarebbe in corso e che il pubblico la conoscenza dei mandati può contribuire alla prevenzione dell’ulteriore commissione di reati”.

Tuttavia la Corte penale, con sede in Olanda, non è mai stata riconosciuta dalla Russia, che anzi rilancia per l’istituzione di un tribunale per i crimini commessi dal regime nazista di Kiev, in particolare per il genocidio commesso ai danni dei russofili del Donbass massacrati dal 2014 prima da Poroshenko e poi da Zelensky sino alla vigilia dell’operazione militare speciale scattata il 24 Febbraio 2022.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato la decisione del tribunale affermando che la Russia non riconosce la giurisdizione del tribunale dell’Aia.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, commentando le notizie dell’Aia, ha affermato che le decisioni del tribunale non hanno alcuna conseguenza in Russia e che eventuali mandati di arresto sono nulli.

“Le decisioni della Corte penale internazionale non hanno alcun significato per il nostro Paese, nemmeno dal punto divista legale”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova dopo la notizia del mandato d’arresto contro il presidente Vladimir Putin.

“La Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto contro Vladimir Putin. Non c’è bisogno di spiegare DOVE dovrebbe essere usato questo documento”, scrive su Twitter il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, aggiungendo un emoji della carta igienica.

“Continuiamo a lavorare”, ha dichiarato Maria Alekseyevna Lvova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini presso il Cremlino, commentando il mandato d’arresto della Corte penale internazionale nei suoi confronti con l’accusa di trasferimento forzato di bambini ucraini. Lo riporta la Tass.

Mosca ribatte: “Istituire tribunale per i crimini commessi dai neonazisti del regime di Kiev”

Il tema dell’istituzione di un tribunale internazionale per le indagini sui crimini del regime neonazista in Ucraina sta diventando piuttosto urgente, ha affermato venerdì il capo del Comitato del Consiglio della Federazione Russa per la legislazione costituzionale e la costruzione dello Stato Andrey Klishas, citato da Tass.

“Oggi, durante la riunione del consiglio del ministero della Giustizia, [capo del comitato investigativo russo] Alexander Bastrykin ha parlato della necessità di istituire un tribunale internazionale per le indagini sui crimini del regime neonazista in Ucraina e Novorossiya, per definire le base per l’istituzione del tribunale, così come altre questioni organizzative. Devo ammettere che questo problema sta diventando molto rilevante”, ha detto il senatore sul suo canale Telegram.

Oggi Bastrykin ha affermato che la Russia deve istituire un organo giudiziario internazionale in risposta agli stati occidentali che preparano strutture simili per la persecuzione dei funzionari russi.

L’esponente russo ha osservato che durante l’operazione militare speciale sorgono questioni di giustizia marziale internazionale. Secondo Bastrykin, è necessario comprendere lo status dei tribunali che potrebbero essere istituiti per portare alla responsabilità i criminali di guerra ucraini e capire quali paesi possono prendervi parte.

La Corte penale internazionale è stata istituita dallo Statuto di Roma nel 1998. Non fa parte delle Nazioni Unite ed è responsabile nei confronti dei paesi che hanno ratificato lo statuto.

I paesi che non riconoscono lo statuto includono la Russia (firmata ma non ratificata), gli Stati Uniti (firmata, poi revocata) e la Cina (non firmata). Putin ha firmato un ordine esecutivo nel 2016 che affermava che la Russia non sarebbe stata un membro della Corte penale internazionale.

Secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri russo, il tribunale non è stato all’altezza delle aspettative e non è riuscito a diventare un’organizzazione veramente indipendente per la giustizia internazionale.

Gli Stati Uniti avevano espresso forte disappunto nei confronti della Corte nel 2020, dopo che i pubblici ministeri del tribunale volevano indagare sui crimini dei militari statunitensi in Afghanistan. La corte è stata poi messa a tacere da Washington e i giudici misero la coda tra le gambe.

Noto influencer su Twitter: “Corte emette mandato di arresto per Putin, ma dimentica crimini Usa dopo Seconda guerra mondiale”.
“La Corte penale internazionale, che non riconosciamo, ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Putin per aver evacuato dei bambini da una zona di guerra bombardata dalle nostre armi, e noi stessi abbiamo ucciso più di 20 milioni di persone in 37 Paesi dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Lo scrive Kim Dotcom sul social di Elon Musk.

“Lasciati sbalordire”, ha poi scritto Kim in un altro twitt: “Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, che ha accusato Putin di crimini di guerra per aver evacuato bambini da una zona di guerra (in Ucraina), un mese fa ha fatto rilasciare suo fratello pedofilo Imran Khan da una prigione del Regno Unito con una pena ridotta”.

Zakharova conferma: «Il fratello del procuratore che ha ordinato l’arresto di Putin è un pedofilo»

L’attacco arriva dal suo canale Telegram e prende di mira il procuratore della Corte penale dell’Aia (che ha ordinato l’arresto di Putin), tirando in ballo il fratello e una vicenda che lo coinvolgerebbe per un reato di pedofilia. «È un pedofilo rilasciato in anticipo il fratello di Karim Khan», scrive il portale svizzero di informazione del Ticino.

Sulla vicenda del fratello del Procuratore della Corte Penale dell’Aja, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova scrive che l’ex deputato conservatore Imran Ahmad Khan, fratello del Procuratore della Corte penale, «dimessosi in seguito all’episodio di pedofilia di cui è stato accusato, è stato rilasciato il 23 febbraio da una prigione in Gran Bretagna dopo avere scontato soltanto la metà di una condanna a 18 mesi di reclusione per avere molestato un ragazzo minorenne».

L’ordine di arresto dopo tre settimane dal rilascio del fratello – «Il 17 marzo – aggiunge – tre settimane dopo il rilascio del fratello pedofilo, Karim Khan emette un ordine d’arresto non solo per Putin, ma anche per Maria Llova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini in Russia, cioè una persona che protegge i bambini da gente come il fratello del procuratore. Non si vergognano più di niente».

«Uno scandalo il mandato contro Putin» – La portavoce fa capire di ritenere che vi sia un legame tra il rilascio anticipato del fratello di Karim Khan e il mandato d’arresto contro Putin, affermando che «è uno scandalo». «Dopo tutto – aggiunge – non esistono simili coincidenze. Il ‘sistema giudiziario’ britannico ha già premiato un procuratore britannico della Cpi rilasciando in anticipo suo fratello pedofilo. Naturalmente, ora è chiaro il perché. I giudici della Cpi hanno fatto un salto fuori dalle loro toghe per prendere una decisione così evidentemente idiota e illegale».

«Mosca aperta alla pace ma niente ultimatum» – La portavoce era anche tornata qualche ora prima a parlare nuovamente del conflitto ucraino e delle possibilità di pace: «Mosca è aperta a proposte serie per risolvere la crisi ucraina, ma non accetterà ultimatum» aveva detto, subito rilanciata dall’agenzia Tass.

«Abbiamo ripetutamente dichiarato di essere aperti a proposte veramente serie da parte dell’Occidente e dell’Ucraina per trovare una soluzione politica e diplomatica alla crisi, ma non accetteremo il linguaggio degli ultimatum», ha affermato Zakharova commentando le dichiarazioni del ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba sull’importanza della ‘formula di pace’ proposta dal presidente Volodymyr Zelensky.

La cancellazione delle sanzioni e delle cause legali – Un eventuale accordo per l’Ucraina deve comprendere «la cancellazione delle sanzioni e di tutte le cause legali contro la Russia nelle Corti internazionali», ha aggiunto Zakharova, citata dall’agenzia Ria Novosti.

«Cessare i rifornimenti di armi all’Ucraina» – Per arrivare alla pace, ha aggiunto la portavoce in una dichiarazione postata sul sito del ministero degli Esteri, è inoltre necessario che «cessino i rifornimenti di armi e mercenari all’Ucraina» e il ritorno dell’Ucraina a uno status neutrale, oltre al «riconoscimento internazionale delle nuove realtà territoriali».

Il giro di pedofilia in Ucraina è spaventoso. Si può dire che Putin ha salvato quei bambini non solo dai bombardamenti ma soprattutto dalle grinfie di pedofili incalliti alla Jeffrey Epstein e dalle organizzazioni criminali che rapiscono bambini per poi venderli ai fini di ottenerne gli organi.

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