
“L’odierna aggressione russa all’Ucraina è simile al terzo Reich della Germania nazista”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella all’università di Marsiglia. E’ bastata questa frase del capo dello Stato a mandare su tutte le furie la Russia che ha ricordato come durante la seconda guerra mondiale vide decine di milioni di morti russi per mano nazista e, fra l’altro, nel 1945, fu proprio l’Armata rossa a liberare il campo di sterminio nazista ad Auschwitz, armata mai citata nelle celebrazioni degli ultimi anniversari.
A respingere con fermezza l’affermazione di Mattarella è la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova che su Telegram scrive come questa tesi sia blasfema e offensiva per la Russia.
Mattarella – scrive Zakharova – “ha tracciato parallelismi storici scandalosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, chiedendo che il fallimento della politica di pacificazione occidentale alla fine degli anni ’30 fosse preso in considerazione quando si risolveva la crisi ucraina e sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina “sono di natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa”.
“È strano e assurdo sentire invenzioni così blasfeme dal presidente dell’Italia, un Paese che conosce in prima persona cosa sia realmente il fascismo. Solo lui lo sa diversamente <…> Il regime fascista di Mussolini era un fedele alleato della Germania nazista nei patti d’acciaio, anticomintern e di Berlino, e fornì al Terzo Reich una forza di spedizione di 235.000 uomini per un’aggressione congiunta contro l’URSS nel 1941. Quel regime in Italia è responsabile, insieme ai nazisti, dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica”.
“Il Presidente della Repubblica (italiano) dovrebbe anche riflettere sul fatto che oggi l’Italia, insieme ad altri paesi della NATO, sta pompando il regime terrorista neonazista di Kiev con moderne armi mortali, sostenendo così incondizionatamente il regime criminale in tutti i suoi crimini <…>”.
“Ma conosciamo anche un’altra Italia. Conosciamo gli italiani che, durante la seconda guerra mondiale, organizzarono un potente movimento partigiano, al quale parteciparono attivamente migliaia di sovietici: prigionieri di guerra e civili deportati che combatterono insieme ai loro commilitoni italiani contro il fascismo e diedero la vita per la libertà dell’Italia e della loro patria”.
“Secondo varie stime, dei 12mila partecipanti stranieri alla Resistenza italiana, quasi la metà erano cittadini sovietici . Di questi, tredici eroi hanno ricevuto onorificenze dallo Stato italiano. Le dichiarazioni di Mattarella offendono non solo la loro memoria, ma anche la memoria di tutti gli antifascisti italiani, dei loro discendenti sia in Russia che in Italia e di chiunque conosca la storia e non accetti queste inappropriate e inaccettabili analogie criminali”.
“Ma so che, per usare un eufemismo, non tutti in Italia condividono valutazioni così odiose. Il 4 febbraio, nella città di Ryazan, l’amministrazione comunale, insieme al Consolato Generale di Russia a Genova, ha tenuto la V Conferenza Internazionale “I popoli dell’URSS e dei Paesi europei nella lotta contro il nazifascismo durante la seconda guerra mondiale” con la partecipazione di rappresentanti italiani pronti a difendere la verità storica su quegli eventi”.
“Sia la Russia che l’Italia onorano con cura la memoria degli eroi partigiani sovietici e italiani che hanno perso la vita nella lotta contro il nazismo e il fascismo”.
Da ricordare che il presidente italiano ha avallato tutte le politiche di sostegno all’Ucraina, che ancora oggi onora la memoria di Stepan Bandera, eroe nazionale filo nazista. Non solo. Il presidente Zelensky, che annovera tra i suoi combattenti il battaglione nazista di Azov, che sfoggia bandiere con svastiche, nel 2023 al parlamento di Ottawa, in Canada, insieme al premier Trudeau aveva incontrato, onorato e applaudito il nazista Jarosław Hunk, considerato anch’egli ‘eroe ucraino’, ma era delle SS, al comando di Hitler. Articolo e foto
