In migliaia ai funerali di Michele Scarponi

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Michele Scarponi
Michele Scarponi (Ansa)

Almeno 5 mila persone hanno partecipato ai funerali di Michele Scarponi, il ciclista morto in circostanze tragiche mentre si stava allenando ad Ancona. Persone di tutte le età, molti giovani, amici, conoscenti, fan, sportivi hanno voluto rendere omaggio al grande campione.

“Ciao Michele. Sei morto da capitano, lo eri e lo sarai sempre”, ha detto Davide Cassani, commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, è quasi incredulo nel dover salutare per l’ultima volta Michele Scarponi dentro lo stadio stadio gremito. Il ct si è inchinato davanti al feretro e ha deposto la maglia azzurra che lo accompagnerà per sempre: “per te non è un regalo”, ha detto Cassani che con una voce rotta dalla commozione ripercorre la carriera dell’Aquila di Filottrano. Talento, sacrificio, dedizione, umanità e allegria.

Il siciliano Vincenzo Nibali lo ricorda così: “Come atleta, come compagno di camera e di squadra lo ricordo come un fratello maggiore e minore, non ci sono altre parole da aggiungere. Cercheremo di tenere vivo il suo ricordo il più a lungo possibile”. “Molte persone oggi – ha aggiunto Nibali – hanno racchiuso quello che volevamo dire: da Cassani al Fan club al cardinale”, l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Edoardo Menichelli, che ha concelebrato la messa.

Scarponi era nato a Jesi nel 1979, altra terra di campioni, anche se di diversa specialità, ma la vita l’aveva trascorsa a Filottrano, un comune di neppure 10 mila abitanti dove, quando non era impegnato nelle gare fuori casa, si allenava con scrupolo ogni giorno in sella alla bicicletta, macinando chilometri su e giù per le colline a lui care.

Ed è qui che si è chiusa stamattina la parabola di Michele Scarponi, volto sorridente del ciclismo italiano, falciato da un furgone a pochi passi da casa. Il corridore marchigiano, ribattezzato l’Aquila di Filottrano, aveva da poco iniziato il proprio allenamento quando, poco dopo le 8, a un’intersezione tra via dell’Industria e via Schiavoni, si è scontrato con un autocarro Fiat “Iveco”, condotto da un 57enne del posto.

Sembra che vittima e investitore si conoscessero, come è facile in una comunità piccola come quella filottranese: Scarponi percorreva la strada in discesa, il furgone stava svoltando a sinistra per immettersi sull’altra strada e poi l’impatto sulle cui cause sono in corso indagini. Il conducente del mezzo, indagato per omicidio stradale, avrebbe raccontato ai militari di non avere visto Scarponi, perché in quel momento aveva il sole negli occhi. Il ciclista si è schiantato sul parabrezza del furgone dove è visibile una grossa “ragnatela” prodotta dall’impatto del corpo. I soccorsi sono arrivati subito, ma per Michele non c’era più nulla da fare. E’ morto sul colpo.

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