G20, Obama: "L'Isis va distrutto". "Sintonia" con Putin

Carlomagno Faro istituzionale
Barack Obama nell'incontro con Vladimir Putin al G20 in Turchia
Barack Obama nell’incontro con Vladimir Putin al G20 in Turchia

“L’Isis è il volto del male. Dobbiamo distruggerlo”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a conclusione del G20 ad ad Antalya, Turchia. “L’Isis – ha detto in una conferenza stampa – non è uno stato ma un gruppo di killer” e la lotta contro l’Isis è “non convenzionale” afferma Obama, sottolineando che il successo richiederà la fine della guerra in Siria. “Siamo uniti di fronte alla minaccia dell’Isis E abbiamo raggiunto un nuovo accordo per semplificare la condivisione di informazioni di intelligence e militare con la Francia per prevenire nuovi attacchi”.

Domenica c’era stato l’incontro riservato di mezz’ora tra Obama e il presidente russo Vladimir Putin, con cui c’è stata “una discussione costruttiva”. Tra i due è emersa la ferma volontà di fermare l’Isis e stabilizzare la Siria con interventi “efficaci”. Intervenire in Siria, secondoi due leader, “è più che mai un imperativo“.

Il presidente Obama ha accolto positivamente l’impegno delle nazioni per frenare l’avanzata dello Stato islamico e ha sottolineato l’importanza degli sforzi militari in Russia concentrati contro questo gruppo. Infine, sull’Ucraina, Obama ha ribadito il suo sostegno per una piena attuazione degli accordi di Minsk e a Putin ha fatto le condoglianze per le vittime russe dell’aereo caduto in Egitto il 31 ottobre scorso. Un punto di ripartenza positivo dopo i dissidi delle scorse settimane, sul ruolo in Siria e in Ucraina.

Secondo il presidente Usa, però, “i fatti di Parigi ci dicono che non basta colpire l’Isis in Siria e Iraq. Sappiamo che la battaglia contro l’Isis è di lungo termine” e “ci stiamo muovendo per ridurre le loro fonti di finanziamento”, ha detto che l’operato “richiede tempo, ma dobbiamo intensificare le nostre strategie contro ogni singolo gruppo terroristico”. Un passaggio delicato è quello del paventato invio dei marines: “L’invio di truppe di terra in Siria sarebbero un errore”, evidenzia con lo sguardo rivolto agli interventi Usa passati (Afghanistan e Iraq su tutti).

“C’è accordo sulla necessità di fare di più per il popolo siriano e i rifugiati”, rimarca Barack Obama affermando che “chiudere la porta ai rifugiati sarebbe tradire i nostri ideali. L’Isis non rappresenta l’Islam, anzi la stragrande maggioranza delle vittime del terrorismo è musulmana, gli stereotipi sono controproducenti. Molti rifugiati sono vittime del terrorismo. Tutti i Paesi devono controllare ma accettare ed accogliere i rifugiati”, ha esortato il presidente USA lanciando un appello agli alleati “per intensificare il loro contributo alla lotta all’Isis”. Le loro risorse sono necessarie “per prevenire un ulteriore flusso di combattenti da Siria e Iraq”

LA BOZZA DEL G20 – “Condanniamo con forza gli attacchi terroristici a Parigi ed Ankara: sono un inaccettabile affronto contro a tutta l’umanità”, viene sottolineato nella bozza finale del G20 sul terrorismo, in cui si esprime condoglianze alle vittime e si riafferma il principio della lotta al terrore “in ogni forma e con qualsiasi mezzo sia necessario”.

“Siamo uniti nella lotta al terrorismo” che non può essere “giustificato in nessuna forma”, prosegue il testo in cui si evidenzia che si tratta della principale “priorità per tutti i paesi” da affrontare “insieme, con un lavoro comune” in stretto accordo con il ruolo centrale dell’Onu e le sue leggi su diritti umani e rifugiati. Il contrasto al terrorismo deve continuare “a far parte di un approccio complessivo”, finalizzato anche alle ragioni strutturali del fenomeno.

Il G20 si impegna nella lotta per contrastare “i canali di finanziamento del terrorismo, in particolare per quanto riguarda la cooperazione nello scambio di informazioni, il congelamento degli asset dei terroristi e sanzioni verso i regimi che finanziano”.