Dottor Paoletti, si ha la sensazione di essere stritolati da Finanza, speculazione, agenzie di rating , spread e mercati. Lei รจ un esperto di queste cose. Puรฒ spiegarci cosa succede?
ยซEโ una sensazione giusta perchรฉ in questo momento storico molto particolare la finanza ha invaso completamente tutti gli ambiti della nostra vita determinando anche le scelte politiche dei paesi che sono diventati tutti subordinati a questo mostro che pretende sacrifici (dis)umani per soddisfare la sua sete di egemoniaยป.
Chi parla รจ Pierluigi Paoletti, (foto) analista finanziario indipendente ed esperto di politiche monetarie.In questa conversazione ci spiega i motivi di questa crisi e tante altre cose legate al ยซmutamento epocaleยป in atto in Italia, in Europa e nel pianeta. Nulla sarร piรน come prima ma, secondo lโeconomista, ci sono vie dโuscite se solo si guarda a Sud e al Mediterraneo tentando di ristabilire rapporti a oriente, mettendo in discussione lโEuro e la stessa Europa, frutto di patti economici ยซtra pochi elettiยป maย ยซsenza una vera integrazioneยป.ย Con una politica che non fa politica e il mondo della finanza che ha preso il posto della politica, questa scelta sembrerebbe ยซobbligataยป.
L’intervista coincide col giorno delle dimissioni di Giuseppe Mussari dalla presidenza dell’Abi e a caldo afferma che ยซi nodi prima o poi vengono al pettine. E’ un fatto molto grave. I derivati sono la dimostrazione di come certa finanza ha speculato e messo in ginocchio le nostre economieยป.
Parliamo di questi sacrifici, Paoletti.
ยซHo prima usato l’espressione di sacrifici disumani perchรฉ dietro i numeri delle statistiche, delle manovre draconiane, ci si dimentica troppo spesso che ci sono i drammi di milioni di persone. Non รจ un caso se i suicidi sono aumentati esponenzialmente in questโultimo periodo. Oggi si รจ ribaltato un concetto fondamentale perchรฉ lโessere umano รจ diventato strumentale ad unโeconomia gestita dalla finanza ed il benessere e la qualitร della vita della comunitร sociale รจ diventata meno importante dei conti di bilancioยป.
Ma non sono importanti i numeri?
ยซNon quando ci impongono di ripagare un debito ormai lanciato su di una crescita esponenziale che matematicamente รจ impossibile da ripagare. Oggi il nostro debito cresce al 6% allโanno mentre la nostra crescita economica degli ultimi 12 anni รจ stata inferiore allo 0,2% allโanno. Senza contare che non รจ un problema solo italiano basti pensare che il debito di Stato imprese e famiglie in Italia รจ intorno al 320% del PIL, mentre ad esempio ci sono paesi comeย gli Stati Uniti che sono al 350% o la Gran Bretagna che รจ vicina al 450%. Con questi numeri รจ evidente che il sistema attuale basato sul debito perpetuo รจ insostenibile e che la partita dei prossimi mesi si giocherร proprio sulla remissione del debito, una sorta di giubileo. Se esaminassimo tutto quanto abbiamo pagato sino ad oggi probabilmente vedremmo che il capitale รจ stato ampiamente restituitoยป.
E in tutto questo che ruolo gioca la politica?
ยซLa politica avrebbe un ruolo fondamentale se non fosse completamente assoggettata a poteri sovranazionali non eletti dalle popolazioni che perรฒ orientano con la forza della finanza le scelte dei governi. Enti come la BCE, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, lโOrganizzazione Mondiale per il Commercio, la stessa Commissione europea, non sono eletti democraticamente e godono molto spesso di completa immunitร . Tutti ci ricordiamo le vicende che hanno portato il โgoverno tecnicoโ alla guida del paese e dopo piรน di un anno di riforme e nuove tasse i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Fa riflettere anche il fatto che misure come il Fiscal Compact o lโadesione al fondo Salva Stati (Esm) che comportano sacrifici enormi per il paese siano state prese nel completo silenzio mediatico e con maggioranze bulgare in parlamentoยป.
Ma oggi con lo spread cosรฌ basso non abbiamo scampato il pericolo?
ยซCredo che dietro la riduzione dello spread ci siano i generosi acquisti sul mercato secondario da parte della BCE che con le elezioni italiane e quelle tedesche non vuole alimentare le tensioni. La crisi รจ una crisi strutturale del sistema, se si ricorda lo dissi giร quando mi intervistรฒ nel 2008 e come allora siamo ben lontani dalla sua risoluzioneยป.
Ricordo Dottor Paoletti, sembra che non ne usciamo, perรฒ. Intanto si danno aiuti alle bancheโฆ
ยซInfatti, la Commissione europea dal 2008 al 2011 ha approvato aiuti di Stato alle banche 4.500 miliardi, tre volte il PIL italiano, a cui vanno aggiunti quelli approvati nel 2012 come i 45 miliardiย in 5 anni per salvare le banche spagnole, e i 3,9 miliardi per ricapitalizzare il Monte dei Paschi di Siena. Tutte somme che hanno indebitato ulteriormente gli Stati e che potevano essere destinate per lโeconomia reale che invece non ha avuto alcun sostegnoยป.
Secondo lei allora si deve mettere in discussione lโeuro e la stessa Unione Europea?
ยซLโunificazione europea รจ un processo prima di tutto culturale. Lโintegrazione di popoli e culture diverse non puรฒ partire dalla unione monetaria, quella รจ solo lโatto finale. LโUnione Europea ha ricevuto il Nobel per la pace, ma la guerra รจ stata sostituita da qualcosa che รจ piรน subdolo, ma che produce gli stessi effetti: la moneta unicaยป.
Cosa vuol dire?
ยซChe senza una omogeneitร fra i paesi, di costi dellโenergia, di tassazione e dei costi del lavoro con la moneta unica questi squilibri vengono esaltati favorendo lโeconomia piรน forte in questo caso la Germania e penalizzando le economie come quelle dei PIIGS (le economie in difficoltร di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, ndr) che hanno un passo diversoยป.
Si spieghi meglio.
ยซAlcuni numeri per chiarire meglio: rispetto allโentrata in vigore dellโeuro abbiamo una produzione industriale che รจ calata del 30%, una bilancia commerciale che da un attivo di 33 miliardi รจ passata ad un passivo di 45 miliardi peggiorando cosรฌ di 78 miliardi, un aumento di 1,5 milioni di disoccupati, un aumento della pressione fiscale pari a 60 miliardi allโanno di tasse, una perdita di 80 miliardi lโanno di PIL e lโaumento di 270 miliardi di debito pubblico. Con questi numeri sostenere la bontร della moneta unica รจ insultare lโintelligenza delle persone. Dobbiamo necessariamente ripensare lโeuro e ricominciare una vera integrazione fra i popoli riportando il benessere delle persone al centro della politica e far ritornare lโeconomia e la finanza alla loro naturale posizione strumentaleยป.
Nel libro โDemocrazia Vendesiโ di Loretta Napoleoni che ha contribuito a scrivere, si prospetta come possibile soluzione il guardare al mediterraneo, al Nord Africa. Il Sud Italia secondo lei cosa ci guadagna?
ยซIl nostro paese ed in particolare il Sud, ha avuto sempre un ruolo chiave nel Mediterraneo. Con lโUnitร dโItalia si รจ spostato il baricentro al Nord spezzando il millenario legame con i paesi del Mediterraneo e lโAsia. Probabilmente dobbiamo ricostruire questi legami sulla base una profonda collaborazione fra gli stati che potrebbero trarre reciproco giovamento. Sfruttando la sua posizione strategica il nostro meridione potrebbe ritrovare il suo ruolo e la sua naturale vocazioneยป.
Paoletti, per concludere cosa si auspicaย avvenga nei prossimi anni in Italia?
ยซLโItalia รจ il primo grande paese industriale a cadere sotto i colpi dellโegemonia finanziaria. Io spero che parta un movimento dal basso di persone che consapevolmente e responsabilmente si mettono al servizio delle comunitร per il bene comune e questo movimento possa contagiare anche la politica verso cui non nutro alcuna speranza. Il nostro paese รจ sempre stato nel passato, sia nel bene che nel male, una guida per il mondo. Spero che nel nostro paese si possa posare una pietra miliare per la costruzione del nuovo sistema economico e sociale e trasformare questa profonda crisi in una grande opportunitร di evoluzioneยป.

