Un potentissimo terremoto di magnitudo 6,9 si è verificato martedì sera (le 16 in Italia) nell’arcipelago delle Filippine centrali causando, crolli, vittime e feriti.
Secondo i dati preliminari degli istituti di geofisica l’intensità è stata di magnitudo 7 poi riclassificata a 6.9. La rottura di faglia è avvenuta ad una profondità di 9 km.
Il bilancio provvisorio parla di 69 morti. Almeno cinque persone sono decedute per il cedimento di un impianto sportivo durante una partita di pallacanestro, come confermato dalle autorità di polizia. In totale i feriti accertati superano le 140 unità, con ospedali già al collasso – sull’isola di Cebu, l’area più colpita – e il rischio di trasferimenti d’urgenza verso altre province.
L’epicentro del terremoto, causato dal movimento di una faglia sottomarina si trova a circa 19 chilometri a nord-est di Bogo, una città costiera di circa 90 mila abitanti dove è stata segnalata circa la metà dei decessi, secondo quanto riferito dalle autorità. Il bilancio delle vittime a Bogo è destinato ad aumentare, secondo le autorità, che hanno affermato che le piogge intermittenti e i danni a ponti e strade stanno ostacolando le operazioni di soccorso. “Siamo ancora nella fase cruciale delle operazioni di ricerca e soccorso”, ha dichiarato Bernardo Rafaelito Alejandro IV, vice amministratore dell’Ufficio della Protezione Civile, in una conferenza stampa. “Ci sono ancora molte segnalazioni di persone intrappolate o colpite dai detriti”.
Il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr., ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e assicurato un intervento immediato del governo. Tra le strutture distrutte anche il Santuario Arcidiocesano di Santa Rosa de Lima, crollato nella notte, diventando uno dei simboli della devastazione.
Le squadre di soccorso proseguono le operazioni tra le macerie, con il timore che il numero dei morti sia destinato a crescere nelle prossime ore. L’aeroporto dell’isola di Cebu è rimasto operativo, consentendo l’arrivo di rinforzi e aiuti umanitari.
