
Nonostante l’accordo di cessate il fuoco annunciato nella Striscia di Gaza, la cui entrata in vigore è prevista per domenica prossima, giovedì decine di civili palestinesi sono stati uccisi e feriti dopo che gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato un rifugio per gli sfollati nel quartiere di al-Zeitoun, a sud di Gaza City. Lo riportano l’agenzia Wafa e Al Jazeera.
I corrispondenti della Wafa hanno dichiarato, citando fonti mediche, che due persone sono state uccise e ferite nel bombardamento da parte dell’occupazione israeliana di un rifugio per sfollati nella scuola di al-Falah, nel quartiere di al-Zeitoun. Secondo fonti mediche, il numero delle persone uccise in varie parti della Striscia dall’alba di oggi è salito a 50. Oltre 80 secondo Al Jazzera che cita il ministero della Salute.
“Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sospeso il voto del governo sull’accordo di cessate il fuoco, che aveva provocato celebrazioni premature a Gaza e che avrebbe dovuto entrare in vigore domenica 19 gennaio”, riporta l’emittente.
“Dopo l’annuncio, l’esercito israeliano ha intensificato gli attacchi contro la Striscia di Gaza, uccidendo almeno 81 palestinesi nelle ultime 24 ore, secondo il Ministero della Salute dell’enclave”, si legge.
Le autorità sanitarie locali hanno confermato che il bilancio delle vittime palestinesi dell’assalto israeliano dal 7 ottobre 2023 è salito a 46.707 vittime accertate (altre fonti riferiscono 70mila morti, ndr), con ulteriori 110.265 persone che hanno riportato ferite. La maggior parte delle vittime sono donne e bambini.
Secondo le stesse fonti, i servizi di emergenza non riescono ancora a raggiungere le numerose vittime e i cadaveri rimasti intrappolati sotto le macerie o sparsi sulle strade dell’enclave devastata dalla guerra, poiché le forze di occupazione israeliane continuano a ostacolare il movimento delle ambulanze e degli equipaggi della protezione civile.
L’attacco genocida di Israele continua inarrestabile nonostante le richieste del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco immediato e le direttive della Corte internazionale di giustizia che sollecitano misure per prevenire il genocidio e alleviare la terribile situazione umanitaria a Gaza.
La tregua, salutata con entusiasmo dai governi e media occidentali, sarebbe dovuta entrare in vigore domenica 19, ma Netanyahu ha intanto ordinato bombardamenti a tappeto nell’enclave. Una tregua farsa, è il caso di dire, che serve a far liberare gli ostaggi israeliani (in cambio di prigionieri palestinesi) e non a fermare il genocidio, che al massimo subìra una “pausa” di qualche giorno per lo scambio. L’obiettivo di Bibi è quello di sterminare quanti più palestinesi possibili.
