Bucarest atto III. A dicembre 2024, a pochi giorni dal ballottaggio, gli avevano annullato le elezioni, poi lo hanno arrestato imponendogli di non fare propaganda elettorale, infine gli hanno vietato di partecipare alle prossime elezioni presidenziali che sono in programma il 4 maggio. Tutto accade nella democraticissima Romania, paese Ue e Nato, dove al nazionalista Calin Gerorgescu è stato mostrato il volto più spietato della tirannia di Bruxelles o dello stato profondo, quello che non appare mai da nessuna parte ma prende decisioni, alle spalle dei popoli, attraverso mille tentacoli come se fosse una organizzazione mafiosa, per cui è in grado di corrompere tutti, dai giudici a interi governi, dai politici ai giornalisti, in una parola: la “cupola invisibile”. Georgescu, dopo aver vinto a sorpresa al primo turno nelle presidenziali rumene di novembre, era in vantaggio nei sondaggi anche in questa nuova tornata, per cui i poteri che contano, hanno reciso il problema alla radice, segando la sua candidatura. Un fatto senza precedenti. La Romania sembra essere piombata nel 1989, nella tirannia comunista di Nicolae Ceausescu.
Infatti ieri l’Ufficio elettorale centrale della Romania ha rifiutato di approvare Calin Georgescu come candidato alla presidenza rumena alle elezioni del 4 maggio. La notizia l’ha data il leader dell’opposizione Alleanza per l’Unione dei Romeni George Simion, partito di Georgescu, sulla sua pagina social.
Secondo i mass media locali, dieci membri su 14 del Central Electoral Bureau hanno votato contro l’approvazione di Georgescu come candidato alla presidenza. Tuttavia, egli può contestare questa decisione presso la Corte costituzionale del paese entro il 18 marzo. In precedenza, il Central Electoral Bureau ha approvato il sindaco di Bucarest, Nicisor Dan, come candidato alla presidenza.
Secondo l’ agenzia di stampa Agerpress, gli scontri tra i sostenitori di Georgescu e la polizia sono scoppiati nei pressi dell’edificio dell’Ufficio elettorale centrale subito dopo che la sua decisione è stata resa pubblica. I dimostranti che cantavano “Via la dittatura” e “Georgescu – Presidente”, hanno abbattuto le recinzioni attorno all’edificio. Ulteriori forze di polizia sono state dispiegate nella zona e hanno bloccato le strade vicine. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla.
L’ex candidato indipendente alla presidenza della Romania, Georgescu, venerdì si è formalmente registrato per le elezioni dopo che l’esito del voto precedente è stato annullato. L’ufficio del Procuratore generale ha aperto un procedimento penale contro di lui e ha presentato sei accuse, la principale delle quali è quella di incitamento all’azione contro l’ordine costituzionale.
Georgescu ha vinto la votazione precedente, tenutasi il 24 novembre 2024. Il 6 dicembre, la Corte costituzionale ha annullato l’esito delle elezioni e ha ordinato una nuova votazione. Questa decisione è stata presa dopo che i servizi segreti rumeni hanno declassificato documenti che rivelavano, tra le altre cose, che Georgescu aveva finanziato illegalmente la sua campagna. Il governo ha preso la sentenza in considerazione e ha fissato le elezioni per il 4 maggio.
Georgescu: “Europa in una dittatura”
“Un colpo diretto al cuore della democrazia! Ho un messaggio da lasciare. Se la democrazia in Romania cade, cadrà l’intero mondo democratico. Questo è solo l’inizio. E così molto semplice. L’Europa è ora una dittatura, la Romania è sotto tirannia!”. Lo ha scritto Calin Georgescu sulla sua pagina X.
A direct blow to the heart of democracy worldwide! I have one message left! If democracy in Romania falls, the entire democratic world will fall! This is just the beginning. It’s that simple!
Europe is now a dictatorship, Romania is under tyranny!
— Călin Georgescu OFFICIAL ACCOUNT (@CG_Romania) March 9, 2025
Il candidato presidenziale centrista si oppone al divieto imposto dalla Romania a Georgescu di ricandidarsi
Elena Lasconi, candidata centrista al ballottaggio per le elezioni presidenziali in Romania, ha criticato la decisione dell’autorità elettorale centrale di impedire al populista di estrema destra Calin Georgescu di ricandidarsi a maggio.
“Questo non è a sostegno di Calin Georgescu, io sostengo la democrazia e la legge. Ma mi oppongo se certe procedure e leggi in generale non vengono rispettate <...>. Anche l’anno scorso abbiamo messo in discussione il mandato della Corte costituzionale dopo che non è riuscita a produrre prove [di violazioni elettorali da parte di Georgescu]”, ha detto a Digi24 in un’intervista.
Anche l’ex presidente rumeno Traian Basescu ha raccomandato che l’ufficio elettorale centrale fornisca prove più convincenti di tali violazioni. “L’ufficio dovrebbe presentare ragioni più convincenti <...>. Ad esempio, se ci fossero prove che lui abbia utilizzato fondi non dichiarati”, ha sottolineato l’ex leader.
Il 24 novembre 2024, la Romania ha tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali, in cui Georgescu ha ricevuto la maggioranza. Il 6 dicembre, la Corte costituzionale rumena ha annullato il voto e ha ordinato nuove elezioni. Questa decisione è seguita alla declassificazione dei documenti da parte dei servizi segreti rumeni, che hanno rivelato, tra le altre cose, che Georgescu aveva finanziato illegalmente la sua campagna. Il governo ha confermato la decisione della Corte costituzionale e ha fissato le date per una ripetizione delle elezioni presidenziali per il 4 e il 18 maggio di quest’anno.
